Una strada dedicata alla memoria di un eroe.. ma è ancora vivo e vegeto!

Accade a volte quello che non ti aspetti, o almeno non se lo aspettavano le autorità  di un comune dell’agrigentino, Palma di Montechiaro, che dopo aver deciso di intitolare una via ad un eroe locale, durante una telefonata alla “vedova” si sono ritrovati a parlare con il morto, e senza nemmeno dover ricorrere all’aiuto di un medium!

A raccontarci questa buffa vicenda è il quotidiano “La Sicilia”..

Tutto nasce dalla decisione del consiglio comunale di dedicare una via all’eroica memoria di Francesco Canepari (20 anni all’epoca), un soldato della Valsassinache che nel lontano 11 Luglio del 1943 rischiò coraggiosamente la sua vita, insieme al suo commilitone  Mario Usai (19 anni) , per  fermare l’avanzata anglo-americana.

Quel giorno le forze alleate entrarono a Palma di Montechiaro; Canepari e Usai, asserragliati in una casa, decisero di resistere, spararono all’impazzata contro i soldati nemici.

Quello che ottennero fu la morte di un marine e l’immediata e cruenta reazione degli americani, che  con una bomba all’ananas, lanciata all’interno della casa, uccisero Usai e privarono Canepari di entrambi gli arti inferiori.

Quando però il vice sindaco della città, Angelo Cottitto, ha deciso di telefonare alla famiglia Canepari, ora residente nel comune di Barzio, provincia di Lecco, per dare comunicazione dell’evento ed invitare gli eredi dell’eroe, la commemorazione si è trasformata in gaffe; non solo la figlia gli ha spiegato che suo padre è ancora in vita, ma gliel’ha anche passato al telefono!

Dopo assere stato considerato morto per circa sessantanove anni, Canepari, ora 88enne carabiniere in pensione,  ha potuto raccontare il seguito della sua avventura:

“.. gli americani, che ringrazio, mi hanno salvato e curato. Erano in quattro i soldati che, in attesa di essere portato in ospedale, mi hanno curato sotto un albero di mandorle per 24 ore, facendomi delle iniezioni per evitare le infezioni”.

Successivamente il prigioniero è stato internato, fino al termine della Guerra (14 mesi circa), in un campo di prigionia africano.

Il suo è stato un lungo calvario : “Ho dovuto curarmi a lungo e anche adesso ne risento molto”, ha raccontato l’anziano carabiniere, che però non manca di ricordare il suo vecchio commilitone che purtroppo non c’è l’ha fatta e al quale sarà ora dedicata la strada.

“Dallo Stato non ho mai avuto nulla, né un ringraziamento e nemmeno un po’ di aiuto, ma  mi ha fatto piacere il riconoscimento, soprattutto per il mio compagno”.

Cosa dire?

A volte ritornano o meglio tardi che mai?

A voi l’ardua sentenza!

Fonti e approfondimenti:

– TGcom.it
– CanicattiWeb.com
– Comune di Palma di Montechiaro


Riguardo l'autore dell'articolo posso dirvi che..

ha scritto 837 articoli su BAFAN.IT.

Nato uomo, visse da simpatico umorista, mori e fu sepolto e non si seppe più nulla di lui per millenni!! Accadde un giorno, in uno sperduto villaggio, che un ragazzo di cui ignoriamo il vero nome, si risvegliò da una grave malattia con una nuova coscienza di se e del mondo. Lo shock, provocato da un eccesso di bilirubina nel sangue, aveva causato in lui un amplesso cerebrale in grado di riportare in vita Bafan, il guerriero della lingua, che armato di ironia e sagacia è in grado di svelare la realtà nascosta sotto la crosta dell’apparenza! Ulteriori INFO sull'autore

Articoli correlati

Cosa fai? Non dici Nulla?

Quello che pensi e' importante per noi.. non lesinare commenti!


Se possiedi un Avatar o meglio un Gravatar questi verra automaticamente inserito!

Non hai un gravatar ? Puoi averne uno tutto tuo qui : FREE GRAVATAR


E da oggi puoi postare commenti usando il tuo Facebook ID


Come vedi non hai scuse!

Devi essere Registrato o Loggato per lasciare un commento.


Made by BAFANGROUP - Professional 'nd style since 2004