Stefano D’Orazio: La nuova vita dell’ex Pooh

Stefano D'Orazio

Come smettere di essere Pooh e sentirsi se stesso. Questo in sintesi sembra essere il messaggio che Stefano D’Orazio lascia trasparire nel suo libro-biografia “Confesso che ho stonato-Una vita da Pooh” (un “autosputtanamento”, come lo definisce lui), uscito nello scorso Novembre.
In realtà, anche nelle sue numerose interviste, il 38enne ex batterista dei Pooh precisa di aver lasciato il gruppo senza sbattere la porta, di essere rimasto in ottimi rapporti con loro e di non sentirne la mancanza, semplicemente perché i Pooh ce li ha tatuatati dentro.

Pooh

Questo non gli ha impedito di raccontare nelle 400 pagine del suo libro di come sia stato difficile vedersi “trasformato” per essere in sintonia con il look del gruppo, fino ad essere bacchettato quando una sera a Londra si presentò con in testa un cappellaccio nero non previsto.

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Lui,  che veniva dalle frequentazioni completamente differenti come il Piper Club, il Beat 72 e Carmelo Bene, aveva accettato di diventare batterista dei Pooh, “Allora i Pooh dal vivo erano fortissimi,– racconta- non facevano solo le canzoni tipo Piccola Katy. Poi, forse, col tempo tutto si è standardizzato». Forse con le solite motivazioni di marketing.

Non rimpiange la scelta, forse con un solo rammarico, quello di vedersi  bocciata una sua canzone sul padre che era scomparso da poco. Ma ai Pooh vigevano le regole della maggioranza. Regole ferree date dal loro produttore che però, a suo dire,  hanno anche procurato danni come quello di perdere Riccardo Fogli, a cui non venne perdonato di essersi innamorato di Patty Pravo.

Alla domanda se il resto dei Pooh avesse letto il libro, D’Orazio dice di aver dato una bozza a Roby Facchinetti. “Si è divertito, commosso, ritrovato– rivela- Il fatto è che le nostre emozioni dal di dentro non ce le raccontavamo.”

Sminuito, a volte perfino criticato, ha lasciato i Pooh per intraprendere nuove strade e la sua nuova scelta sembra avergli dato ragione. Subito dopo essere uscito dai Pooh, D’Orazio realizza la scrittura di “Aladin”,   il musical che aveva in mente già da diverso tempo e per il quale chiede la collaborazione musicale dei suoi ex colleghi.
Grande successo di critica e di pubblico, testimoniata all’anteprima dell’ Agosto 2010 con oltre 12 minuti di applausi.

ZORRO D'Orazio

Nel frattempo, riceve la richiesta degli ABBA di realizzare i testi italiani del grande musical “Mamma mia” con ampi consensi per la qualità delle liriche.

Nel Novembre 2011 parte la tournee italiana di “Aladin”, che diventerà campione d’incassi della Stagione Teatrale 2010/2011.

In questi giorni il debutto del suo ultimo lavoro, “W Zorro il musical”, che sicuramente lo avrà fatto tornare bambino, e certamente gli varrà altri successi di critica e soprattutto di pubblico.

Un augurio a lui per i suoi futuri successi professionali e un saluto a Valerio Negrini che osserverà i suoi vecchi amici da lassù!



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