Omaggio a De Andrè, Faber amico fragile!

« Io ho avuto per la prima volta il sospetto che quel funerale, di quel tipo, con quell’emozione, con quella partecipazione di tutti non l’avrei mai avuto e a lui l’avrei detto. «Guarda che ho avuto invidia, per la prima volta, di un funerale.», questo gli avrei detto!”
Con questo commento il 13 Gennaio 1999, Paolo Villaggio abbandona la Basilica di Carignano a Genova dove ha dato l’ultimo saluto, assieme ad altre 10mila persone,  all’amico Faber  morto due giorni prima per una malattia incurabile!

Per gli amici è Faber, per i colleghi è un cantautore, per tutti è “solamente”… un poeta: FABRIZIO DE’ ANDRE’.

E’ il 18 Febbraio 1940 quando a Genova nasce il cantautore, colto, riservato, che più di qualsiasi altro, ha saputo, nelle sue canzoni, cantare la vita degli emarginati, delle prostitute, dei senza Dio, degli uomini qualunque.
Anarchico, pacifista, proletario, anticonformista, solo alcuni degli aggettivi usati per descrivere la sua persona, una persona che, sebbene di famiglia benestante, è stata sempre attratta da quel mondo fatto di miseria che amava frequentare fin da giovane quando, nella sua Genova, girava i quartieri del porto passando da una sala da gioco ad una casa d’appuntamenti, da una fumosa osteria di basso rango a un circolo anarchico, fotografando nella sua mente le condizioni delle classi più emarginate che, anni dopo, canterà nelle sue canzoni diventandone il mito!

Fin dall’infanzia De Andrè avrebbe assaggiato sulla sua pelle gli spigolosi angoli della vita, poco più che dodicenne fu molestato da un insegnante Gesuita nell’Istituto in cui studiava e costretto ad abbondonare quella scuola per placare lo scandalo.

Sebbene in contrasto con la sua famiglia Faber si iscrive alla Facoltà di Legge per far contento il padre ma intanto continua a frequentare gente di ogni ceto e cultura, in quegli anni conosce Paolo Villaggio con cui dividerà gioie e dolori della sua gioventù e soprattutto continua a coltivare la sua passione per la musica e la poesia,  scrivendo ballate con musiche d’influenza “medioevale”, tutto questo lo porta inesorabilmente lontano da un futuro di avvocato!

Dopo un dimenticato 33 giri inciso nel ’58, Faber si convince a terminare gli studi e cercare un lavoro ma, qualche anno più,  tardi Mina canta una sua canzone,  “La canzono di Marinella”: è un successo!
“Se una voce miracolosa non avesse interpretato la “Canzone di Marinella”, adesso sarei un’avvocato”, così commentò anni dopo De Andrè che, siamo ormai nei primi anni ’70, comincia il suo cammino musicale!
Nel frattempo ha sposato Enrica da cui divorzierà anni dopo, ha avuto il figlio Cristiano e ha attraversato la “Contestazione Studentesca”, anni decisivi per la sua maturazione!

De Andrè, a causa delle sue idee anarchiche, fù persino sotto controllo dei Servizi Segreti
sospettato di appoggiare le Brigate Rosse e aver acquistato una tenuta agricola in Sardegna per poterli rifugiare!
Fu proprio in uno dei suoi soggiorni in Sardegna, terra che ama a cui dedicherà un album in dialetto sardo, che Fabrizio subisce il fatto più traumatico della sua vita:il sequestro assieme alla sua compagna Dori Ghezzi (da cui ha avuto la figli Luvi).
La vicenda si conclude dopo quattro mesi con il pagamento del riscatto da parte del padre ma, anzichè inclinare il suo rapporto con la gente Sarda, lo rafforza, perdonando gli esecutori del sequestro sottolineandone l’umanità culminata con parole di amarezza “«Noi ne siamo venuti fuori, mentre loro non potranno farlo mai», condannando di seguito i mandanti perchè, a differenza dei sequestratori, persone agiate.
In quel contesto scrive un album che rimarrà senza titolo (poi soprannominato “L’indiano“), con cui avvicina la realtà Sarda a quella dei pellerossa Americani, album di cui fà parte “Hotel Supramonte” (nomignolo dato dai Sardi alla pratica dei sequestri)!

De Andrè all’epoca del sequestro aveva appena terminato un’operazione discografica  accettata dopo numerose insistenze dei discografici: unire le sue canzoni folk al rock della PFM.
La sua timidezza di esibirsi e una brutta figura fatta in passato quando dimentico le parole di una canzone durante un’esibizione in pubblico, ne rifiutava il consenso ma alla fine accettò.
I suoi testi, le sue musiche, unite agli arrangiamenti della PFM, furono un successo strepitoso, tanto che altri ne seguirono l’esempio, vedi Francesco Guccini con i Nomadi!
Tra le sue più emozionanti canzoni, quella dedicata all’amico Luigi Tenco, scritta l’indomani del suo suicidio: “Preghiera in Gennaio”! La scrisse immaginando l’amico in cammino verso il Paradiso e criticando la Chiesa per non perdonare i morti suicidi : «morti per oltraggio che al cielo ed alla terra mostrarono il coraggio. Signori benpensanti spero non vi dispiaccia se in cielo, in mezzo ai santi, Dio fra le sue braccia soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte», canta De Andrè!

Dal ’66 al ’96, da “Tutto Fabrizio De Andrè” ad “Anime salve“, sono trentanni di carriera, premi, riconoscimenti e vendite che continuano anche ad anni dalla scomparsa di un personaggio schivo, che tutto voleva diventare tranne che un simbolo per la gente comune, ma che è diventato tale grazie alle sue canzoni che puntano fisse a cuore e cervello, e non si staccano!

CURIOSITA’:-Per ricordarlo ad un anno dalla sua morte, nel 2000,molti personaggi della canzone Italiana si esibiscono in un concerto a Genova,interpretando le sue canzoni, dopo tre anni uscirà l’album “Faber; amico fragile!”i cui proventi andranni in beneficenza!

– Sempre riguardante l’Album Tribute, è presente una doppia versione della canzone cantata da Adriano Celentano, poichè sbagliò le parole a Teatro la dovette rifare in studio, mentre la canzone interpretata dalla figlia Luvi non figura nell’album per non si sà quali motivi.Da sottolineare che, in quell’occasione Franco Battiato non completa il pezzo di De Andrè vinto dalla commozione
– La canzone “Bocca di rosa” fu fatta oggetto di censura causa il testo ritenuto offensivo verso la Chiesa e l’Arma!
– La canzone “Preghiera di Gennaio” De Andrè non volle fosse menzionata come dedicata a Tenco per timore di speculazioni!
– Nel 2008 è uscito un film tratto dall’omonimo  scritto di De Andrè “Amore che vieni amore che vai

ANEDDOTI– “Sì è vero, quando sostenni l’esame d’ammissione come autore alla SIAE  scrissi
una poesia che per metà rubacchiava dalle “Foglie morte” di Prevert. I commissari non ci fecero caso. Gli altri avevano grossi problemi con l’ortografia”! – Fabrizio De Andrè

“Se Bearzot ha rifatto l’Italia, Garibaldi ha diviso l’Africa” – De Andrè dal vivo in un concerto dell’82

Faber conobbe Luigi Tenco quando, in una balera, quest’ultimo chiese se era lui che si vantava di scrivergli le canzoni. ““Si’,l’ho detto in giro per prender della figa”, la replica di De Andre’. Tenco si mette a ridere.
“Sono orgoglioso di essere italiano perchè Fabrizio De Andrè era italiano.
Mi vergogno di essere italiano perchè artisti come lui non se ne vedranno mai più.”-  Su un muro di Genova!

DAI SUI TESTI: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” “Passerà anche questa stazione senza far male, passerà questa pioggia sottile come passa il dolore” “Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli quando non può dare il cattivo esempio”

LIBRO CONSIGLIATO:– “Anime salve”

ALBUM CONSIGLIATI:– “La buona Novella”,- “Concerto con la PFM”,-“Volume III”

COVER BAND:Khorakhanè (Cesena)- The Spoon River Band (Milano)- Anime salve (Parma)

SITO CONSIGLIATO (clicca)

DOCUMENTO FILMATO:- Cantautore, poeta, filosofo, maestro di vita… FABRIZIO DE ANDRE’:

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Un Commento su “Omaggio a De Andrè, Faber amico fragile!”

  • TDA 12 settembre, 2010, 22:26

    Ringrazio mio padré per esser nato e cresciuto a pane e de andré, e per avermi fatto conoscere dal 1990 (anno in cui sono nato) in avanti quella magia che é de andré.
    Io andrò a genova alla sua tomba, ma non ci andrò il giorno che é morto …perché quella é una tragedia troppo grande…ma ci andrò il giorno che é nato, perché bisogna rendergli omaggio per essere nato!

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