Marea – Un capolavoro firmato Douglas Preston & Lincoln Child

Marea è l’ennesimo capolavoro firmato da due magiche penne, quella di Douglas Preston e quella di Lincoln Child, che quando si incrociano danno vita a racconti carichi di adrenalina e brivido e che si lasciano piacevolmente divorare.

Dopo le violente scariche di adrenalina ed i brividi rilasciati delle pagine di Relic, altro capolavoro nato dalle stesse penne incrociate e di cui vi racconteremo presto, ecco un libro che va oltre, aggiungendo al mistero la curiosità, al terrore la brama, alla mancanza di fiato un ritmo serrato e travolgente

Marea è un racconto d’avventura, una caccia al tesoro che vi sembrerà di aver vissuto in prima persona

Marea non è un libro, è un fantastico gorgo capace di trascinarvi sempre più velocemente sino all’ultima inesorabile pagina

Di cosa parla il libro?

La storia inizia nel 1790, quando un pescatore con la barca in avaria attracca sulla misteriosa isola di Ragged Island

Ci troviamo lungo le coste del Maine (USA) e l’isola, sempre avvolta da fitta nebbia, è da secoli sulla bocca degli abitanti del posto per un’antica leggenda che la vorrebbe ultima custode del tesoro del pirata Edward Ockham!

Il pescatore trova sull’isola una fenditura nella roccia che lo incuriosisce e, una volta a casa , organizza con il fratello una spedizione esplorativa

I due scopriranno un dedalo di cunicoli e pozzi invasi dall’acqua, ma di loro non si saprà più nulla, dando vita nuovamente alla legenda della “maledizione del Water Pit”

Anni dopo, nel 1970, i proprietari dell’isola, Malin e Johnny Hatch, incuriositi dalla scia di morte che negli anni ha segnato il posto, chiara dimostrazione di come l’avidità generata da un possibile tesoro nascosto sia più forte della paura della morte, decidono di andare ad indagare di persona

La loro non sarà una felice idea; Johnny viene quasi subito inghiottito dal labirinto, lasciando dietro di se una pozza di sangue

La storia compie un ulteriore balzo temporale e si sposta ai giorni nostri

Ritroviamo uno dei proprietari, l’unico superstite, Malin Hatch, ora ricercatore marino che si imbatte nel capitano Gerald Neidlman

Il capitano è intenzionato a svelare il mistero nascosto nelle viscere dell’isola ed ovviamente impossessarsi del tesoro; per farlo ha organizzato una spedizione dotata di sofisticate e moderne attrezzature, e vuole con se Malin

Il desiderio di svelare il mistero di Water Pit e l’avida voglia di impadronirsi del tesoro sono punti in comune tra i due; Malin accetta l’invito del capitano!

Water Pit è chiaramente una costruzione umana, probabile opera di un architetto, tal Sir William Macallan, rapito dal pirata con il probabile scopo di fargli progettare la più straordinaria e terribile cassaforte che sia mai esistita

Queste informazioni nascono da un codice in mano alla spedizione, opera ultima dell’architetto, nel vano tentativo di vendicarsi del pirata

Decifrare il codice è probabilmente l’unica possibilità di rompere la maledizione, aggirando gli orrendi tranelli creati a protezione del tesoro

La spedizione cerca di spezzare il mistero agendo su due fronti, quello della squadra di studiosi che senza sosta lavorano  alla decifrazione del codice, e quella composta da tecnici e i loro  potenti mezzi che cominciano a scandagliare e scavare tunnel, purtroppo con l’unico risultato di perpetuare la girandola di morte che da secoli si dipana attorno a Water Pit

Malin, dopo aver cambiato idea, con l’aiuto di Isobel, cerca di convincere gli altri a fermarsi, ma deve bene presto fare i conti con la pazzia di Neidelman..

Cosa si celerà negli anfratti del più pericolosa tana di un pirata?

Fa più paura l’avidità umana o la morte?

Scopriamolo in questo succoso romanzo d’avventura!

Dal libro…

“… … …

… vide gli uomini che si stavano occupando della terza griglia togliere il terriccio con le apposite spazzole. Vide apparire un teschio, poi un altro. Gli uomini continuarono a lavorare, con il terreno vergine che cedeva sotto gli arnesi da scavo: un lungo osso, poi il tarso e il calcagno di un piede rivolto verso l’alto, come se il cadavere fosse stato deposto a faccia in giù!
“I denti serrati a mordere il suolo” , mormorò Malin.
“Come dici?” sobbalzò St. John.!
“Niente. Un verso dell’Iliade.”
Nessuno seppelliva i propri morti a faccia in giù, era una e di rispetto. Una fossa comune, pensò. I corpi gettati dentro alla bell’è meglio. Gli fece tornare in mente una cosa che era stato chiamato a esaminare in America Centrale … contadini vittime di una squadra della morte militare.
Anche Isobel era rimasta in silenzio. Il suo buon umore si stava spegnendo rapidamente. “Che cosa può essere successo qui?”, domandò guardandosi intorno.
“Non lo so”, disse Hatch, mentre una sensazione di gelo gli si allargava nella bocca dello stomaco.
“Non sembra ci siano segni di violenza sulle ossa. “
“A volte la violenza lascia tracce molto sottili”, replicò il dot¬tore. “Oppure potrebbero essere morti di fame o per malattia. Un esame medico-legale sarebbe d’aiuto.” Tornò a guardare il macabro spettacolo. Cumuli di ossa brunite dal tempo stavano venendo alla luce, scheletri ammonticchiati a strati di tre, buttati l’uno ¬sull’altro, frammenti stracciati di cuoio marcio ondeggianti sotto la pioggerellina insistente.

“Potresti eseguire un esame del genere?” domandò Bonterre. Hatch era in piedi sull’ orlo della fossa. Per un lungo istante non rispose. Il giorno stava per finire e la luce diminuiva di mi¬nuto in minuto. Nella pioggia, nella nebbia e con il crepuscolo alle porte e il rumore lugubre delle onde in lontananza, ogni cosa parve diventare grigia e priva di vita, come se la vitalità venisse lentamente succhiata via dal paesaggio circostante.

“Si”, rispose infine.

Ci fu un’altra lunga pausa di silenzio.

“Che cosa può essere successo qui?” ripeté Isobel tra sé in un bisbiglio sommesso.
… … …”

 Tutta la storia ha delle radici che affondano nella realtà; i due autori si sono infatti ispirati su alcune ricerche condotte dallo stesso Douglas Preston che ricorderemo è stato per molti anni curatore del Museo di Storia Naturale di New York, su di un’isola al largo della Scozia, Oak Island

Oak Island è stata  per secoli teatro di ricerche da parte di molti cacciatori di tesori, a seguito di un antica leggenda che narra di un fantastico tesoro nascosto in un anfratto geologico simile a quello descritto nel libro (Scopri la storia di Oak Island)

Nel libro si intrecciano inoltre diverse tematiche interessanti che vanno dalla pirateria sino alle moderne tecniche di ricerca, passando per la crittografia e l’antropologia

Cosa nasconde Ragend Island?

Vi lascio con un’ultima piccola chicca.. il finale ed il tesoro valgono tutte le 412 pagine del romanzo!

Assolutamente da non perdere!

___

Gli autori del libro (Info & Link):

 

Douglas Preston (Wikipedia)

Preston & Child –  Official Site

 

Buona Lettura a tutti!



Riguardo l'autore dell'articolo posso dirvi che..

ha scritto 845 articoli su BAFAN.IT.

Nato uomo, visse da simpatico umorista, mori e fu sepolto e non si seppe più nulla di lui per millenni!! Accadde un giorno, in uno sperduto villaggio, che un ragazzo di cui ignoriamo il vero nome, si risvegliò da una grave malattia con una nuova coscienza di se e del mondo. Lo shock, provocato da un eccesso di bilirubina nel sangue, aveva causato in lui un amplesso cerebrale in grado di riportare in vita Bafan, il guerriero della lingua, che armato di ironia e sagacia è in grado di svelare la realtà nascosta sotto la crosta dell’apparenza! Ulteriori INFO sull'autore

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3 Commenti su “Marea – Un capolavoro firmato Douglas Preston & Lincoln Child”

  • Tina 16 luglio, 2011, 18:57

    Bafan, quando trverai qualcosa che esiste nella mia biblioteca???? 🙄 😉
    La lista dei ilbri da leggere è sempre più lunga 👿

  • Bafan 16 luglio, 2011, 22:16

    Ciao Tina, che piacere risentirti!
    La mia biblioteca p molto vasta perchè da ragazzo leggevo “almeno” un libro a settimana!
    Questo è molto bello e scriverne mi ha fatto venire voglia di leggerlo,, magari appena vado in ferie e non ho pc sottomano! :mrgreen:
    Se ti piace un libro dove la storia corre veloce ed ogni pagina c’è un nuovo enigma e dentro senti crescere la voglia di leggere il finale.. questo fa per te! 😉

  • Tina 19 luglio, 2011, 11:13

    Si, questi tipi dei ibri mi piaciono molto 🙂
    Penso che mi devo trasferire più vicino a te…..magari più vicino alla tua garage :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

ADESSO TOCCA A TE!

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