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L’uomo che credeva di non avere più tempo- Guillame Musso (lo abbiamo letto per voi)

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Esistono libri che si scoprono per caso: appoggiati sopra un tavolo anzichè in uno scaffale, sembrano messi lì in attesa che qualche mano curiosa sfogli le prime pagine o legga la prefazione per poi catturarne l’attenzione fino a farsi scegliere per tenerti compagnia per un paio di settimane.
Cedendo alla curiosità delle prime pagine, ho deciso che forse ne sarebbe falsa la pena.

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Della serie “ vivi ogni giorno come se fosse l’ ultimo“, il libro inizialmente ruota tutto intorno alla domanda “cosa faresti se ti dicessero che stai per morire?“. un surreale invito a riflettere su cosa veramente conta nella vita che crediamo sia lunga e pianificabile.
Contano davvero così tanto tutti i beni, la fama e il denaro che hai accumulato trascurando desideri e affetti?
Una consapevolezza straordinaria di quanto le persone possono essere profonde quando la vita (e la morte) le mettono alla prova.

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LA STORIA

Il romanzo inizia in una piccola isola qualche anno più addietro nel 1972 con due bambini in riva ad un fiume.
Per osservare un cigno la bambina scivola in acqua. Il suo compagno di giochi si tuffa in suo aiuto ma, stremato dopo averla salvata, viene inghiottito dalle acque scura del fiume.

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New York: oggi Nathan Del Amico è uno degli avvocati più famosi della città. Ha fatto una carriera davvero invidiabile, che però ha pagato a caro prezzo: ha lasciato che un vuoto si insinuasse tra lui e la moglie Mallory e l’ha persa.
Lei è tornata a San Diego dai genitori, portando con sé la piccola Bonnie, la figlia che Nathan adora e che ormai riesce a vedere così di rado. È un uomo solo.

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Un giorno riceve una visita inaspettata di un uomo che non ha mai visto prima, Garrett Goodrich, si presenta nel suo ufficio.
È un medico di chiara fama, così sembra, eppure farnetica cose senza senso, sostiene di essere in grado di riconoscere le persone prossime alla morte, e di avere una missione da compiere: accompagnarle e confortarle nei loro ultimi giorni terreni.

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L’iniziale diffidenza e i fallimentari tentativi per deviare il corso degli eventi che gli vengono predetti, portano Nathan a detestare il Dottor Goodrich ma, più cerca di sfuggirgli, più la sua curiosità lo porta ad indagare sul quel misterioso personaggio.

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Le continue ricerche sul suo “accompagnatore” mettono Nathan di fronte ad una realtà che lo coglie totalmente impreparato e più si avvicina il suo momento, più coglie gli obiettivi che la sua nuova condizione gli mette davanti.
Di colpo capisce di quanto poco gli sia rimasto di tutti i suoi sogni e le persone che amava.

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Come è potuto accadere che fama e successo abbiano sostituito la persona che il destino gli aveva affidato?
Ora però aveva capito “…Si rese conto di non essersi mai sentito così vivo come dal momento in cui aveva capito che sarebbe morto presto”. Poche semplici parole tra le ultime pagine, la sintesi esatta di un intero romanzo.
“Quella sera, per la prima volta, era pronto ad accettarla. Naturalmente la paura non era sparita, ma si accompagnava a una certa impazienza. Diventava curioso della morte come si può essere curiosi di vedere un nuovo continente.
Forse partiva verso l’ignoto, ma circondato dall’amore. Aveva l’impressione di essere vivo solo per poter morire.”

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Ma vale davvero la pena cercare di riconquistare quello che si è perduto se ciò significa trascinarlo verso un sogno senza futuro?
Il nuovo interrogativo scava l’anima di Nathan  fino ad arrivare ai capitoli finali dove il finale è ben costruito e per nulla scontato.

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CITAZIONE DAL LIBRO

“E dire che si era spesso lamentato della sua vita: troppo lavoro, troppe tasse, troppi obblighi …, per la miseria, com’era stato stupido! Non c’era nulla di più piacevole della sua esistenza.
Persino un giorno di tristezza era comunque un giorno vissuto. Adesso se ne rendeva conto. Peccato che non ne avesse preso coscienza prima.”

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IL FILM

Nel 2008 il regista francese Gilles Bourdos ha diretto il film “Afterwards” tratto dall’ L’uomo che credeva di non avere più tempo; Romain Duris ha interpretato Nathan e John Malkovich il medico.

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SECONDO LA STAMPA

“Una storia d’amore, di suspense e di illuminazione. Ma anche un nuovo stile: lo stile Musso, appunto.”
– Metro-

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“Ciò che si ama in questo romanzo è la progressione serrata, il crescendo dell’intensità, la cottura a fuoco lento di un mistero. E la fine. Né nera né bianca, semplicemente onesta. Sconvolgente, come può essere sconvolgente la vita.”
-Le Parisien-

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“Musso ha una scrittura visiva, dinamica, vicina alla sceneggiatura. Non c’è da stupirsi che abbia vinto il primo premio come miglior romanzo adattabile per lo schermo al Festival di Monaco.”
-Le Figaro-

 

L’AUTORE

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Guillaume Musso è nato ad Antibes, nelle Alpi Marittime. A 19 anni si è trasferito per un lungo periodo a New York, dove per mantenersi vendeva gelati. Rientrato in Francia, si è laureato in Scienze economiche all’università di Nizza. Fra un romanzo e l’altro, insegna e tiene corsi di formazione ad Antibes. Con L’uomo che credeva di non avere più tempo ha vinto il primo premio al Festival Internazionale di Cinema e Letteratura di Monaco per il romanzo “più adattabile per lo schermo”.