Leviathan melvillei: Ecco il mostro che è emerso dalle sabbie peruviane!

Dalle sabbie di Cerro Colorado nel deserto di Ica, Pisco, in terra Peruviana,  è riemerso, dalla notte dei tempi, un mostro marino sino ad ora sconosciuto!

Dietro la scoperta, pubblicata dal magazine NATURE, anche uno studioso italiano, Giovanni Bianucci dell’Università di Pisa, facente parte di un team internazionale guidato da Olivier Lambert della Museum National d’Histoire Naturelle di Parigi

Il fossile, datato tra i 12 e i 13 milioni di anni, appartiene a una nuova specie di cetacei, ormai estinta, a cui i ricercatori hanno dato il pittoresco nome di “melvillei Leviatano”, in onore dello scrittore Herman Melville, autore di «Moby Dick – La Balena Bianca», perchè con i suoi grossi denti e le sue dimensioni, probabilmente era feroce quanto l’animale del racconto,  e della figura biblica del Leviatano, il terribile mostro descritto da Giobbe

Il mostro marino era probabilmente quanto di più simile ad un capodoglio in versione gigantesca e con molta più feroce del moderno pachiderma degli oceani che oggi si nutre solo di molluschi

I team di ricercatori è riuscita a  recuperare il 75% del cranio dell’animale, completo di grossi frammenti di entrambe le mascelle e dei diversi denti.

Sulla base della lunghezza del suo cranio pari a circa 3 metri, si stima che il Leviatano è fosse probabilmente lungo tra i 14 ed i 18 metri

L’animale estinto aveva denti lunghi 40 centimetri, con un diametro di 12 cm che  utilizzava probabilmente per cacciare altri grandi abitanti del mare, quali le  balene

Confronto denti con altri cetacei

Sarebbe interessante scoprire le cause della sua scomparsa!

Il suo moderno antenato, il  capodoglio Physeter macrocephalus,  è il più grande animale oggi vivente munito di denti, misurando fino a 18 metri di lunghezza, ma non è per niente aggressivo; mangia calamari e altri cibi che il mare gli offre e che lui risucchia nella sua bocca

Il fossile è stato ritrovato nel novembre 2008 ed ora si trova nel museo di Lima

Da studi effettuati sugli attuali capidoglio e sul cranio ritrovato si è supposto che l’animale potesse usare la testa come un ariete, in grado di colpire e stordire la preda, prima di attaccarla, oppure rivali in amore

Secondo David Carrier morfologo evolutivo della University of Utah a Salt Lake City, per almeno due secoli le baleniere dell’Ottocento furono affondate da Capidogli maschi, a causa dei danni inferti da speronamenti di questi animali, in grado di causare ampi squarci  con la fronte

Fonte – Nature

Guarda i video della scoperta



Riguardo l'autore dell'articolo posso dirvi che..

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Nato uomo, visse da simpatico umorista, mori e fu sepolto e non si seppe più nulla di lui per millenni!! Accadde un giorno, in uno sperduto villaggio, che un ragazzo di cui ignoriamo il vero nome, si risvegliò da una grave malattia con una nuova coscienza di se e del mondo. Lo shock, provocato da un eccesso di bilirubina nel sangue, aveva causato in lui un amplesso cerebrale in grado di riportare in vita Bafan, il guerriero della lingua, che armato di ironia e sagacia è in grado di svelare la realtà nascosta sotto la crosta dell’apparenza! Ulteriori INFO sull'autore

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