La gemella silenziosa – S. K. Tremayn (l’abbiamo letto per voi)

la gemella silenziosa

Sono uguali in tutto, solo la loro madre può distinguerle…  o forse no!

Può una madre non distinguere la figlia?
Era fuggita in quell’isola per trovare la serenità dopo la morte di una delle sue gemelline, ma nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: «Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io».

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LA STORIA

Lydia e Kristie erano gemelle identiche in tutto, solo da piccoli particolari le si distingueva e la morte improvvisa di Lydia aveva gettato nello sconforto Sarah e la sua famiglia costringendoli a fuggire da tutto.
Lì in Scozia, tra scogliere impervie e cieli immensi, speravano di ritrovare la serenità.

Il comportamento della piccola Kristie, però, si fa sempre più inquietante e a volte, nelle espressioni e nelle reazioni istintive, sembra comportarsi come la gemella.
Sarah, dopo aver consultato degli psicologi, cerca di convincersi che la solitudine e la mancanza della sorella siano le cause di questa sorta di imitazione, finché una notte, mentre infuria una tempesta…

“…nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: «Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io»

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Ormai l’angosciante interrogativo si insinua come un tarlo nella mente di Sarah: quel giorno in cui è morta Lydia, possono davvero averne scambiato l’identità? In fondo, a volte, per gioco le due bambine si divertivano a scambiarsi i ruoli.
Intanto il rapporto con il marito si fa sempre più difficile e, sebbene lo abbia messo al corrente dei suoi dubbi, lui cerca di immergersi sempre più nel suo lavoro, lasciandola sempre più sola e isolata…

“Fu allora che il dolore lo prese in pieno. Lydia, la sua Lydia, anche lui la amava. Eppure, chissà perché, il suo dolore veniva sminuito”

“Provo un senso di resa: sono stanca di questa continua ostilità tra noi, abbiamo bisogno di tornare ad essere una famiglia, di andare avanti insieme”

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Intanto il comportamento della piccola Kristie si fa sempre più inquietante; dice di vedere e parlare con la sorella.
Struggenti i fallimentari tentativi di inserirla a scuola. Nessuna gli vuole essere amica, lei è quella strana, quella che sta sempre da sola, quella che parla con i fantasmi.
Drammatica l’idea di invitare una compagna di scuola…

“Emily strilla a più non posso, corre fuori dalla stanza passandomi accanto. Io cerco di afferrarla, ma è troppo veloce. Cose devo fare adesso? Non posso lasciare che corra in spiaggia, sugli scogli, in quello stato isterico.
Potrebbe cadere, potrebbe succedere qualsiasi cosa. Perciò la inseguo e in cucina la stringo in un angolo, accanto al frigorifero, mentre lei continua a tremare, ansimare, singhiozzare e gridare. “Lei! È stata lei! Si è messa a parlare! Lei! Allo specchio! Allo specchio!”

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I mesi trascorrono tra psicologi, i tentativi di farle fare amicizia con qualcuno e i sempre più frequenti scambi di personalità della bambina. Sarah ormai è sconfortata…

“Devo assolutamente rivivere il passato per l’ennesima volta e scoprire cosa sta succedendo a mia figlia e se la colpa è tutta nella disgrazia. Di quella terribile frattura nelle nostre vite”

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Con il marito invece emergono i sospetti di reciproci comportamenti strani e accuse sempre più esplicite sulla responsabilità della morte di Lydia e del comportamento di Kristie, cercando ognuno per conto suo di aiutare la figlia…

“Se vuoi sapere tutta la verità, chiedi a tua figlia cos’è successo davvero.
Chiedigli cosa mi ha detto 6 mesi fa e dà un occhiata dentro la cassettiera”

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Una notte, sole e isolate nella loro casa sul faro, con l’inquietante sensazione della presenza di Lydia, mentre il vento spinge violente onde contro gli scogli, e una nuova tempesta sta per abbattersi, arriva l’epilogo finale…

“Il tempo stava per scadere, doveva portarla fuori da quel delirio. Ma non sapeva come”.

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A MIO PARERE

Appassionante, coinvolgente, ma soprattutto angosciante.
Non per caso è il libro che ho letto più velocemente di tutti gli altri.
Una storia, davvero inquietante, al limite del paranormale, che unita al senso di suspense che la avvolge, non fa staccare gli occhi dal libro fino alla fine.

Continui dubbi e domande riempiono questo thriller e saranno inutili tutti i ragionamenti e le risposte che il lettore potrà formulare sul mistero perché, ogni ipotesi, verrà smentita al capitolo successivo in un intreccio di bugie, gelosie e suspense fino all’ultima, incredibile, pagina finale.
Il “Washington Post” lo ha paragonato a “Rosemary’s Baby” di Ira Levin e “La cruna dell’ago” di Ken Follet.

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Un thriller sensazionale che svela le nostre paure più inconfessabili” –The Times

Un crescere di tensione che porta a un finale sconvolgente”The Daily Mail

Due gemelle identiche, un isola misteriosa e un intreccio dai risvolti impossibili.
Tremayn non ha sbagliato un colpo” –Kirkus Reviews

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RIGUARDO L’AUTORE

S.-K.-TremayneS. K. Tremayn è uno degli pseudonimi usati dallo scrittore britannico Sean Thomas nato a Devon, in Inghilterra nel 1963.
Blogger e giornalista ha collaborato con numerose riviste come “The Guardian” e “Daily Telegraph”.
Oltre al suo vero nome e allo pseudonimo usato questo romanzo, S. Thomas ha firmato come Tom Knox  altri cinque thriller a sfondo archeologico-religioso.

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LA GEMELLA SILENZIOSA“, SE FOSSE UNA CANZONE …



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