La bambina e il sognatore- Dacia Maraini (l’abbiamo letto per voi)

la bambina e il sognatore

Ci sono sogni capaci di metterci a nudo. Sono schegge impazzite, che ci svelano una realtà a cui è impossibile sottrarsi.

Lo capisce appena apre gli occhi, il maestro Nani Sapienza: la bambina che lo ha visitato nel sonno non gli è apparsa per caso.
Camminava nella nebbia con un’andatura da papera, come la sua Martina. Poi si è girata a mostrargli il viso ed è svanita,  un cappottino rosso inghiottito da un vortice di uccelli bianchi. Ma non era, ne è certo, sua figlia, portata via anni prima da una malattia crudele che ha spalancato il vuoto nella sua vita personale e oggi ferita ancora viva sulla sua pelle di padre.
Quando quella mattina la radio annuncia la scomparsa della piccola Lucia, uscita di casa con un cappotto rosso e mai più rientrata, Nani si convince di aver visto in sogno proprio lei.
Con la sua ossessione per Lucia, Nani contagia un’ intera cittadina e per primi i suoi piccoli alunni mai sazi dei suoi meravigliosi racconti.
E’ con la seduzione delle sue storie, motore del suo insegnamento, che accende la fantasia dei ragazzi portandoli a ragionare come e meglio degli adulti, anche nelle sue indagini sulla scomparsa della bambina.
Perchè Nani sa essere insieme maestro e padre, e la ricerca di Lucia diventa presto una ricerca di sé, che lo costringerà a ridisegnare i confini di un passato incapace di lasciarsi dimenticare.

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LA STORIA

Dopo aver sognato una bambina scomparsa che assomigliava a sua figlia morta di malattia pochi mesi prima, il maestro di una scuola elementare di un piccolo paesino si convince che la bambina scomparsa, di cui sono state sospese le ricerche, possa essere ancora viva e inizia una sua personale ricerca.
Con un matrimonio fallito a causa della morte prematura della sua figlioletta, forse per condividere con qualcuno i suoi pensieri, il maestro confida gli esiti delle sue ricerche ai suoi alunni coinvolgendoli inarticolate riflessioni.
Tra le proteste dei genitori che ritengono i suoi metodi di insegnamento fuorvianti per i figli, e i rimproveri della preside della scuola che vorrebbe si attenesse al programma scolastico, Nani inventa aneddoti sempre più attinenti alle sue indagini per catturare l’attenzione dei suoi ragazzi sempre più affamati dei suoi racconti.
E’ così che, tra nuovi e vecchi testimoni, la bambina dal cappottino rosso gli apparirà più volte in sogno fino al completamento del terribile puzzle che troverà forma solo nelle pagine finali.

 

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PER CONCLUDERE

Dacia Maraini racconta in prima persona una storia con un soggetto maschile, quello del maestro Nani, trasportandoci nelle lente e malinconiche giornate di un piccolo paesino dove, la vicenda della scomparsa di una bambina, e il conseguente intreccio tra il sogno e la feroce realtà, viene narrata in modo semplice ma crudo e spietato.

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“I sogni sono stracci di nuvole, scomposti e inconsistenti. Sono la mia consolazione e il mio tormento. Mi fanno sentire vivo, capisci? Vivo come non sono mai stato.”

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Un romanzo bello e terribile: mano mano che la storia si snoda come un giallo decorato da singole storie, il maestro Nani, coinvolgendo nella sua ricerca i suoi alunni, affronta temi semplici come la paternità e l’insegnamento culturale, scabrosi come la sessualità e la pedofilia,  analizzando infine disagi psicologici presenti nella nostra società.
La lettura così ne risulta emozionante, a tratti triste ma a tratti anche piena di speranza.

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“Stanno lì appoggiati alle portiere aspettando i figli, incapaci di capirli ma pronti a difenderli e covarli, a dispetto di ogni stupido maestro che pretende di insegnare loro a pensare con la propria testa.”

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Perchè, se da un lato insegnamo ai nostri figli l’importanza e il diritto alla libertà, dall’altro li educhiamo a seguire canoni e comportamenti precostituiti. Un controsenso che ci fà desiderare un “Maestro Nani” per ognuno dei nostri figli, in grado di distogliere la loro attenzione da internet e televisioni, per farli ragionare, fondendo realtà e fantasia, con le proprie menti.

Un libro che non si potrà certo definire un “best-seller”, ma che spingerà molti lettori a confrontarsi con le attente riflessioni che arricchiscono queste 411 pagine.

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SULL’ AUTORE

dacia

Dacia Maraini non ha certo bisogno di eccessive presentazioni visto che stiamo parlando di una delle scrittrici-poetesse italiane più lette al mondo e vincitrice di numerosi concorsi come il Premio Campiello nel 1990 e il Premio Strega nel 1999.
Nata nel 1936, è autrice di romanzi, opere teatrali, poesie e saggi, editi da Rizzoli e tradotti in venti Paesi.
Il suo primo romanzo risale al 1962 e, tra tutti i riconoscimenti spicca il fatto che dal 2014 sia
tra i candidati italiani al Premio Nobel per la Letteratura.

 



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