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Jack O’Lantern, l’uomo intrappolato tra cielo e terra – La vera storia di Halloween

Stingy Jack è forse il vero padre di Halloween.

 

 

La storia che stiamo per raccontarvi vede la luce nella magica terra di Irlanda, per poi attraversare gli oceani insieme agli immigrati di questo paese, approdando nelle fertili Americhe e trasformandosi in quella che oggi conosciamo con il nome di festa di Halloween.

 

 

Tutto accadde moltissimi anni fa, nella notte di Halloween ovviamente.

Jack era un irascibile fabbro irlandese, propenso ad ubriacarsi, che tra le sue doti aveva anche quella dell’avarizia ( l’appellativo “Stingy – Avaro” non era mica casuale!); una notte di molti anni fa trovò il fato ad attenderlo fuori dalla porta di un Pub; e dove altro avrebbe potuto attendere un ubriacone come lui?

Jack era sbronzo ed al verde come al solito e quando incontrò il suo destino, vestito da diavolo venuto a prendere in consegna la sua lercia anima, non poté fare a meno di chiedergli un’ ultima bevuta!

Il Diavolo pensava di avere già in mano l’anima del fabbro e non trovò difficile acconsentire al suo ultimo desiderio; si trasformò quindi in una moneta, così da permettere allo squattrinato ubriacone di acquistare la sua ultima birra!

Come insegnano gli antichi detti, mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco!

Jack, che fra tutte le sue doti non aveva quella della stupidità, mise subito la moneta nel borsello, accanto alla vecchia croce d’argento, un dono di suo padre che portava sempre con se!

L’astuto stratagemma impedì al diavolo di ritornare alla sua vera forma, lasciandolo intrappolato in quella di moneta.

Quello che ne scaturì fu un lungo battibecco alla fine del quale Jack ottenne di essere lasciato in pace per un altro anno (ma c’è chi dice che fossero ben 10) e che, in caso di morte prematura, il Diavolo non avrebbe reclamato la sua anima!

Che fossero dieci o solo un anno, il momento del loro incontro arrivò e il Diavolo si materializzò al cospetto del fabbro per prendere possesso della sua anima.

L’incontro avvenne sotto un florido albero di mele e Jack, tra il triste ed il disperato, chiese al Diavolo, come ultimo desiderio, che costui gli prendesse una delle succulenti mele di quell’albero, così da lasciare il mondo con la bocca dolce e la pancia piena.

Il Diavolo acconsentì e salì sull’albero per raccogliere una mela!

 

Ancora una volta Jack agì d’astuzia e per impedire al Diavolo di scendere dall’albero, incise una croce sul tronco dell’albero!

 Un altro feroce battibecco scaturì dalla curiosa situazione, alla fine del quale Jack ottenne altri 10 anni di permesso e la garanzia che, nel caso di morte prematura, il Diavolo non avrebbe reclamato la di lui anima.

Gli anni passarono e Jack divenne sempre più cattivo, macchiando ulteriormente la sua anima.

Purtroppo la morte, Diavolo o non Diavolo, arriva per tutti e non fece eccezione nemmeno per Jack.

Quando la sua anima si liberò del corpo e fece per volare in cielo, il Signore la fermò!

Era troppo sporca per poter accedere al Paradiso!

Prese allora la strada dell’Inferno dove trovo una sua vecchia conoscenza ad attenderlo all’uscio!

Il Diavolo, che tra le sue doti non aveva (nemmeno lui) quella della stupidità, ricordò all’anima il patto fatto in vita e pretese di mantenerlo; aveva giurato di non reclamare la sua anima in caso di morte prematura e così fece.

L’anima del povero Jack si ritrovò quindi senza casa e quando, piagnucolando, fece presente al Diavolo che la fuori era freddo e buio e che non avrebbe mai trovato la strada per andarsene, quest’ultimo, forse grazie ad un residuo di bontà dei tempi in cui era un angelo bianco,  gli tirò un ardente ed eterno tizzone, così che  potesse illuminare il suo cammino verso il limbo delle anime perse.

Jack, per portare con se l’ardente tizzone, svuotò una rapa e lo posizionò all’interno; iniziò così il suo lungo vagare per il mondo in cerca di un rifugio.

Halloween, dunque, è il giorno in cui  Jack, ora noto come “Jack O’Lantern”  (Jack della lanterna), va a caccia di un luogo sulla terra dove rifugiarsi; non è difficile di notte scorgere la tremule fiamma del suo lanternino.

Per proteggersi da lui, come da tutte le anime perse,  gli abitanti di ogni paese furono da allora costretti  ad appendere, fuori dalla porta, una lanterna per indicare all’infelice anima che nella loro casa non c’è posto per lui.

 

 

E’ infatti risaputo che, la notte di Halloween, gli spiriti ed i fantasmi abbandonino le tombe per ricercare il calore delle loro vecchie dimore; agli abitanti dei paesi non resta altro che sperare di spaventarli intagliando orribili lanterne da appendere agli usci di casa, oltre che a mascherarsi da orribili mostri per spaventarli lungo la strada del ritorno; infine, per placarne l’ira, evitando che si mettano a distruggere case e raccolti, lasciano cibo ed altri doni sull’uscio delle loro case.

Nasce probabilmente da qui il detto .. dolcetto o scherzetto!


Dalle Rape alle Zucche..

L’usanza di appendere le zucche al posto delle rape è il probabile frutto dell’emigrazione irlandese in America, dove la zucca regna sovrana, a differenza delle rape!