Il segreto della Cattedrale! – Christian Jacq

il segreto della cattedraleSono quasi sicura che, leggendo il titolo, avete pensato di trovarvi davanti ad un libro pieno di azione e di immancabili misteri, come ho pensato io mentre lo prendevo per leggere; invece no!

“Il segreto della cattedrale” è un libro documentario che prova a spiegarci “il vero mistero” di queste imponenti costruzioni, in quale modo sono state costruite, cosa potrebbe essere importante per un maestro nella fase di costruzione e alla fine quale potrebbe essere il loro vero messaggio, cosa volevano tramandarci i nostri antenati.

Anche se non è un libro di certe aspettative, vi assicuro che leggendolo, potrete godere di un’avventura diversa del solito; grazie al testo scorrevole verrete facilmente catturati dalla magia dell’argomento, finendo per ritrovarvi trasportati indietro nel tempo, assaporando profumi e  valori ormai dimenticati.

“Le cattedrali medievali sparse per l’Europa sono uno dei tesori più preziosi che i nostri antenati ci abbiano lasciato in eredità. Anche l’osservatore meno attento prova un’intensa emozione quando si trova di fronte a una di esse. Facciate, campanili, sculture, capitelli, vetrate, chiostri, testimoniano di un’epoca nella quale l’uomo raggiunse uno dei punti più alti della sua parabola. Della loro costruzione conosciamo in genere molti dettagli, e così delle successive vicende di cui sono state protagoniste. Eppure, conosciamo poco il loro significato più autentico”.

Vi siete mai accorti che le pietre di cui sono fatte le Cattedrali ci parlano, e non poco? Ci raccontano di un passato ricco di cultura, dei suoi costruttori, che secondo me erano veri artisti, di una sapienza antica celata in simboli capaci di attraversare i secoli, e ancora ci parlano di alchimia, astronomia e di un’armonia basata sulla geometria sacra “con l’inserimento del ‘numero d’oro’, una proporzione perfetta tra pesi e spinte”.

“Le Cattedrali gotiche sono come grandi “Libri di pietra”, sui quali i loro costruttori avrebbero celato, sotto i vari simboli presenti, tutta la “Grande Opera Alchemica”, conoscenze dell’astronomia per creare in Terra un’immagine di ciò che sta in Cielo, interlacciato con una geometria e i numeri sacri che insieme rappresentano le conoscenze protette dall’assoluta segretezza cui si sentivano vincolati i suoi associati. Questa ipotesi comporta la possibilità di dare alle cattedrali una duplice lettura: una “letterale” alla quale si sarebbero fermati i fedeli comuni, i committenti civili e l’autorità stessa della Chiesa (con le solite eccezioni), e l’altra criptica e riservata a pochi iniziati”.

Allora, chi erano questi costruttori del Medioevo? Persone con una grande conoscenza di architettura, matematica e alchimia (tutto insieme) o persone analfabete, come spesso vengono additate? Da dove viene la loro conoscenza e come diavolo hanno fatto a costruire questi colossi senza i mezzi moderni? In questo libro troverete molte risposte ed anche tante spiegazioni sulle usanze di un Medioevo dimenticato.

Posso dire, senza ombra di dubbio, che questo libro, dopo uno smarrimento iniziale dovuto al fraintendimento, mi è piaciuto molto, anche perché mi piace la storia, mi piacciono i misteri odierni e passati e poi, adesso, quando mi trovo davanti ad una Cattedrale, so dove posare gli occhi e, più o meno, dove cercare i punti nascosti. Nel libro troverete anche tanta saggezza medioevale e le usanze del tempo, tutte egregiamente e straordinariamente spiegate; Christian Jacq ha un modo di scrivere straordinario che mi è piaciuto moltissimo. Buona lettura

Citazioni dal libro (una scelta davvero difficile):

“Il secondo capitello è il “mulino mistico” di Vézlay. A prima vista, una scena banale, comune: un uomo versa grano in un mulino mentre un altro raccoglie la farina. Scena quotidiana, famigliare a un uomo del Medioevo e ancora accessibile oggi. Ma guardiamoci dalla semplicità. La scienza delle Scritture ci insegna che è Mosé a portare il grano al mulino ed è Paolo a raccogliere la farina: elemento di erudizione che di per se non serve a molto se ci limita a quello. In senso simbolico, il mulino mistico è quello del mistero; è lo strumento attraverso il quale una sapienza passata, rappresentata da Mosè, diventa sapienza presente, indicata da Paolo; è il modello che ci permette di introdurre nel mulino le nostre certezze di ieri per macinarle e trasformarle nella coscienza di domani. In tal modo ci sarà fornito un indispensabile nutrimento.”

“Strumenti: ecco che cosa ci offrono le cattedrali e i loro capitelli simbolici; strumenti per ricreare un’arte di vivere che non sia pallida imitazione, strumenti per sbozzare la pietra grezza e trasformarla, con scienza e sapienza, in pietra che parla, in pietra che, un giorno, fiorirà fino a diventare cattedrale.”

“Il mondo è ciò che siamo in grado di esprimere. Intenso se lo è l’esperienza che desideriamo compiere.”

E poi vi voglio scrivere anche una bellissima citazione dal libro “Il mistero del Sacro Graal” di Graham Hancock. Lui si riferisce alla Cattedrale di Chartres, ma lo stesso vale per tutte:

“Questa insistenza su proporzione, equilibrio e armonia architettonica era la chiave della particolare magia dell’architettura gotica e, quando cominciai a conoscere meglio il pensiero di San Bernardo, mi accorsi che era proprio in questo senso che la sua influenza sul disegno di Chartres e di altre cattedrali era stato più profondo. In questi grandi edifici l’introduzione di molte innovazioni tecniche di rilievo, come volte a nervature, archi ad ogiva e alti contrafforti, avevano consentito ai costruttori di utilizzare la perfezione geometrica per dare espressione alla complessità delle idee religiose. Sembrava anzi, in un certo senso, che architettura e fede si fossero fuse nel gotico del XII secolo per formare una nuova sintesi. E San Bernardo stesso aveva indicato questa sintesi quando, alla domanda retorica:”Che cos’è Dio?”, aveva risposto con queste sorprendenti parole: “E’ lunghezza, ampiezza, altezza e profondità.”

Christian JacqChristian Jacq
Ha scritto numerosi libri e romanzi sull’antico Egitto, tra cui quello più conosciuto Ramses II, personaggio che Christian Jacq ammira molto. Nato a Parigi, a 13 anni scopre la passione per l’Antico Egitto leggendo “L’histoire de la civilisation de l’Egypte ancienne” dello storico Jacques Pirenne. Questa lettura lo ispira nella scrittura del suo primo libro. All’età di 18 anni, ha già scritto più di 8 libri, ma per il suo primo successo commerciale dovrà attendere il 1987 con “Champollion the Egyptian” in Francia. Arrivando al 2004 possiamo contare la scrittura di oltre 15 libri sull’Antico Egitto, tra cui alcuni non di fantasia e usando anche alcuni pseudonimi, come J. B. Livingstone e Christopher Carter.

Nel 1995 grazie alla saga Ramses (5 libri), raggiunge il meritato trionfo internazionale; tutti i libri della saga saranno tradotti e pubblicati in oltre 25 stati. Ogni libro di tale saga si occupa di un aspetto della vita conosciuta di Ramses II. Alcuni dei altri suoi lavori sono: “La massoneria. Storia e iniziazione“, “Il segreto della cattedrale“, “Vita quotidiana nell’antico Egitto“, “Il segreto dei geroglifici. Come entrare nel magico mondo degli antichi egizi “, “Salomone. Il tempio segreto“, “Delitto al British Museum“, “Assassinio tra i druidi“, “La maledizione del templare” e molti altri ancora.



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