Il ritorno di Capitan Harlock

harlock

Alla fine sembra sia tutto vero:  alla Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato presentato, ne era stata annunciata la sua uscita nel nostro Paese per il mese di Gennaio, e in questi giorni se ne stà vedendo il trailler.

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Stiamo parlando del ritorno  di quello che potrei definire il più sfigato personaggio dei cartoon degli anni ‘8o: Capitan Harlock.
La sua rinascita la si deve alla  Toei Animation che ha riportato sul grande schermo il pirata dello spazio con  “Harlock: Space pirate”, un film animato in 3D con l’astronave Arcadia trasformata, a dire il vero, in una sorta di bara volante (vedere il trailler in fondo).

Ma per chi non ricorda, o non sà chi sia Capitan Harlock, torniamo indietro di qualche anno…

Questa è la storia di “un pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel”, protagonista di una serie televisiva di cartoni animati che, seppur ebbe un notevole successo, è stata colpevolmente dimenticata.
Sono rimasti nelle memorie collettive le misteriose origini di Goldrake, i lanci di tette esplosive nel Grande Mazinga, le moto volate nel burrone (e miracolosamente recuperate integre) di Jeeg Robot, ma il povero Capitan Harlock non se lo è più filato nessuno.

Era il lontano 1979 e i funzionari RAI di allora (alquanto capaci, al contrario di quelli odierni), dopo la serie di Atlas Ufo Robot, continuavano a spacciare come programma per bambini serie manga che in Giappone erano riservate ad un pubblico più adulto, tanto che alcune scene e dialoghi furono censurati.
Infatti, dopo aver risolto l’enigma di come Actarus, infilandosi dentro il condotto dell’aria condizionata (o era quello della biancheria sporca?), riuscisse a cadere di culo sulla poltrona da dentista da cui pilotava il suo Goldrake, mamma RAI ha trasmesso la storia di un anarchico personaggio contrario al sistema, che rispondeva al nome di Capitan Harlock: un pirata che potrebbe ricordarci Jack Sparrow se non fosse per il fatto che, tanto stravagante e divertente appare il Pirata dei Caraibi, quanto musone e introverso il nostro pirata dello spazio.

 

… e la trama?

 

Nel futuro 2977, al comando dell’astronave Arcadia battente bandiera pirata, Harlock passa l’intera serie lottando contro le Mazoniane, anoressiche donne aliene con l’ambizione di conquistare il nostro pianeta. Non solo, oltre a questo Harlock deve difendersi anche dalle autorità terrestri che lo ricercano  in quanto attivista No Global già conosciuto in anni remoti per le sue attività eversive in Val di Susa alla testa dei No Tab, e già inviso alle Forze dell’ Ordine fin dal vertice dei G8 di Genova.

venusiane

 

Ribelle con un abbigliamento da altri tempi, chioma cotanata (che solo nei primissimi anni ’80 pop star del calibro di Simon LeBon e George Michael tenteranno invano di copiare), bavero del pastrano che gli arriva fin sopra le orecchie e classica benda sull’occhio destro con cicatrice sotto quello sinistro. In pratica pilota l’astronove Arcadia con seri problemi di vista. Non bastasse, il più delle volte lo si può notare in sala comandi appollaiato sul suo “trono” con in mano un calice di vino rosso. Tirando le somme: guida senza lenti e tasso alcolemico oltre il limite. Quanto besterebbe per ritirargli il brevetto di volo.
Nonostante questo, e il fatto di avere un equipaggio composto da giovani smunti, vecchi cicciotelli e dottori alcolizzati, il nostro eroe riesce a tener testa a tutti i suoi nemici e ad eludere le numerose imboscate in cui cercano di farlo cadere.

mayu

 

Unico legame che lo lega alla Terra è Mayu, una bambina orfana che  vive in un istituto tra privazioni e punizioni degne di Candy Candy. La bambina deve vivere lontana da Harlock,  nominato suo tutore dopo la morte di entrambi i genitori, i quali avevano espresso  il desiderio di farla crescere sulla Terra. Simbolo dell’amicizia tra i due: un ocarina che il pirata tutto nero gli regala, con cui la bimba suonerà insopportabili nenie per tutta la serie.

 

discoharlockIn quegli anni ogni programma per ragazzi  aveva una sigla che immancabilmente scalava le classifiche dei dischi più venduti (a quei tempi si andava ancora a comprare i dischi). Fu così che, tra “Carletto” (che l’ha fatta nel letto) “Johnny Bassotto“(cane poliziotto) “La tartaruga” (antenata di Felipe Massa), anche il nostro eroe trova la sua notorietà tra le sette note. Musicata dal mitico Vince Tempera, la sigla del cartone animato ebbe un notevole successo toccando il secondo posto nella Hit Parade grazie all’interpretazione de “La Banda dei Bucanieri”, gruppo in cui si celava tra gli altri nientepopodimenoche Fabio Concato.

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Come già detto è inspiegabile come questo personaggio sia stato dimenticato in fretta, chissà che il grande schermo non gli renda l’onore che gli spetta.

Intanto godiamoci il trailer.




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