Il pallonaro: un giorno di ordinaria follia!

banfi

“L’uomo è veramente uomo soltanto quando gioca.”

Così recitava tale Friedrich Schiller e così si può sintetizzare questa giornata di ordinaria follia in cui si sono imbattuti un manipolo di disperati, tra i quali chi sta scrivendo, che si sono svegliati una bella mattina credendo di dover solo partecipare ad una festa di Prima Comunione.

Tralascio i particolari della cerimonia religiosa e vado al ricevimento/party che ha allietato le ore successive: cortile di casa, bambini che giocano a pallone, grigliatine miste, vino e birra!
Tutto si è svolto nel migliore dei modi, parlando del più e del meno, finchè un innocuo pallone, calciato da uno dei ragazzini, si è “appoggiato” al tavolo in cui sedevamo noi commensali. E’ a questo punto che qualcuno ha detto quella parola che MAI, dico MAI, andrebbe pronunciata a sproposito:”partitella?”.

Ormai è noto, davanti ad un pallone, anche il più serio dei dirigenti, anche il più integerrimo dei padri di famiglia si trasforma,  come in preda ad una strana metamorfosi, in una sorta di bambinone sordo ad ogni avvertimento/minaccia proveniente dalle proprie mogli o fidanzate. Niente, tutto inutile, ormai il dado… pardon, il pallone è tratto.

bimbotifoFatte le squadre: scapoli, formata da petulanti ragazzini che andavano dagli 8 ai 14 anni, contro ammogliati, decrepiti padri di famiglia in là con gli anni, incapaci di accettare lo scorerre degli anni (Del Piero docet).

E’ stata poi decisa la formazione  con cui calcare il campo (cortile) di gioco con  divise che spaziavano dalla maglietta girocollo D&G, alla camicia bianca firmata Yves Saint Laurent.

Tra i pali (due sgabelli) Buffon, alias Beppe che, a differenza del portiere bianconero, non si offende se gli danno del pensionato (esodato doc firmerebbe subito per l’ assegno  made in INPS), suo sponsor una nota marca di birra, non stampato sulla maglietta bensì sul bicchiere che continua a tenere stretto in mano. Per tutta la “partita” ha cercato di schivare le pallonate dirette in porta urlando “… piano… piano… tengo famiglia!“.

Sulla fascia, un laterale  che nulla ha da invidiare a Jonathan (terzino della beneamata), tanto da farti venire in mente le stesse domande che faresti al terzino interista: “perchè sei qui?”, “sicuro che sai giocare?”, “Occhio che va a finire che ti fai male!”.

Al centro della difesa Cesco, milanista doc, con la cravatta annodata in testa sembrava il peggior Mexes, stessa faccia da schiaffi del francese in forza al Milan,  ma ammirevole nel suo comportamento tutto improntato al fair-play. Per una volta, vista la presenza dei bambini, si è trattenuto dal confermare il suo slogan di vita “cogito ergo bestemmio”!

Altro difensore, mio cognato, capelli al vento stile Centofanti, e irruenza calcistica modello Bonucci. Come Bonucci, non usa il sinistro, non sa dribblare, non sa tirare di testa, non sa contrastare e segna poco. La sua presenza in campo si sente nella stessa misura di quella di Anelka alla Juve.

stramaCentromediano metodista, vecchio ruolo tanto nominato da Paolo Valenti (90° minuto anni ’70), che manco sò dove stia messo in campo, Pippo “Melo, cerca di contrastare il dodicenne che gli si para davanti cercando di non perdere la Marlboro che tiene stretta in bocca…! Perde sia contrasto che sigaretta, una sfiga seconda solo a quella di “Will Coyote” Stramaccioni. Tecnicamente fà sfoggia dello stesso repertorio del suo omonimo brasiliano in forza al Galatasaray che continua a minacciare la Juve di tornare: papere, svarioni, passaggi sbagliati, assist agli avversari ecc! Pure i commenti dei parenti a bordo prato  sono gli stessi che i tifosi bianconeri riservavano al loro ex beniamino.

Altro centrocampista Mimmo, sotto la camicia in seta bianca sono sicuro che indossi la maglietta di Ronaldinho, 1 metro e 82 cm.  che si dinocolano alla ricerca della posizione, incapace sia di frenare le avanzate avversarie,  che di impostare una qualsiasi parvenza di gioco o segnare un gol. Insomma, l’essenza dell’anticalcio tipica di Ranocchia!

MorenoPunte di spessore in attacco: a destra Gian, non sarebbe male (a parte toupè rosso fiammante alla Aldo Biscardi) ma solo al decimo tentativo di rovesciata riesce  ad imbroccare la palla (peraltro spedendola nel giardino dei vicini). Poco male, come media è sempre superiore a quella di Amauri. Quello che lascia perplessi è il suo gradimento per il prosecco rispetto alla birra e la sua espressione da rincoglionito alla Byron Moreno quando sbaglia un passaggio.
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L’altra punta schierata è il sottoscritto. Per mezz’ora disconosco perfino i miei figli tutto preso dal tentativo di vendicarmi del tunnel subito da mio nipote di 12 anni. Memore di un passato da cannoniere nel lontano 1979, e armato della sola buona volontà, mi accorgo di avere la stessa autonomia di Gianluca Vialli nell’ ultima “Partita del Cuore”: 10 minuti!   Dispenso però consigli su come dosare i passaggi e la quantità di co2 ogni 50cl. di  birra. Rifiuto polemicamente la sostituzione, e che diamine, in  fondo il pallone l’ho portato io.

Risparmiandovi il risultato finale, le conseguenze dell’ordinaria follia hanno visto partorire un manipolo di esauriti che, ogni venerdì sera, si ritrova a dar pedate ad un pallone con il solo obiettivo di tornare integri al cospetto delle relative  consorti!

Ma cosa spinge un manipolo di vecchietti… ehm, diciamo di diversamente giovani, a cimentarsi nell’arte pedatoria con tutti i rischi del caso?

“Risposta non c’è o forse chissà, caduta nel vento sarà”,così recitava una canzone di Orietta Berti… o Bob Dylan…, non ricordo, forse è il bello del calcio (altro che Ribèry), una delle domande che non avranno mai risposta. Come chiedere:

Perchè Berlusconi non è riuscito a vincere nessun trofeo nonostante abbia seguito l’esempio del Chelsea (che ci è riuscito per due anni di fila) di  vincere con un allenatore già con le valigie pronte?

Con il cognome che si ritrova, cosa aspetta Bendtner a girare la ruota e comprare una vocale?

Come si spiegano i 36.150 abbonati dell’Inter? Anche se, secondo la questura,  sarebbero non più di 3mila.

Riuscirà il Sassuolo ad acquistare Zlatan Ibrahimovic, noto estimatore della squadra modenese per cui  professa il suo tifo  già da quand’era bambino?

In fondo non si possono avere risposte a tutte le domande.

Di noi nostalgici bambinoni, che sfoggiano le magliette, chi di Messi, chi di Ronaldo o Platini (fuori corso), rimane solo un pallone irregolare (mica colpa nostra se tiri da una parte e lui va dall’altra) e un 3° tempo in cui il “Top Player” di turno paga il giro di birre bionde… anche se Bafan continua a preferire la “doppio malto”!

taccopintagol



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Un Commento su “Il pallonaro: un giorno di ordinaria follia!”

  • Bafan 10 giugno, 2013, 0:20

    Spassoso come sempre!
    Se un giorno smetti di fare il vu-cumpra delle birre, hai un futuro garantito come scrittore!
    Complimenti davvero.. mi hai fatto venir voglia di … una birra! :-p :w00t:

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