Il pallonaro: ode alla “Pulce”!

Per chi è stato a Barcellona almeno una volta,  fà venire in mente l’allegria delle “Ramblas”, l’originalità di Mirò, il genio di Gaudì, la fantasia della Boqueria, sembra davvero che la città abbia vestito con il suo abito migliore l’ospite che, più di ogni altro, deve,  alla città stessa, successo e riconoscenza: Lionel Messi!
Era il 1986 quando il grande Diego Armando Maradona, durante i Mondiali, partì  da centrocampo per realizzare il gol che verrà ricordato come uno dei più belli di sempre e Leo Messi non era ancora nato. Passano 21 anni, partita Barcellona-Getafe, Messi ha il pallone tra i piedi a centrocampo, la storia non sceglie a caso i suoi protagonisti e gli disegna lo stesso scenario. Scatto, dribbling, precisione… gol! Tutti rimangono attoniti, qualche suo compagno si mette le mani nella testa, non pensavano di assistere di nuovo, dopo vent’anni,  a un gol del genere!
Guardarlo giocare è uno spettacolo, non và mai giù,  corre, si ferma, riparte, la palla gli rimane attaccata ai piedi, lo chiudono, lo spintonano, lui ciondola e rimbalza tra i difensori e schizza fuori come la pallina di un flipper, in pratica come Diego della Juve, solo che le palline del flipper sono quelle che girano ai tifosi della Juve!
Ma come si ferma Messi? Forse sequestrandolo per liberarlo dopo il triplice fischio?
Manuel Estiarte, capitano della nazionale di pallanuoto: “Bisogna calcolare che le probabilità che Messi esca sconfitto da un impatto corpo a corpo sono elevate, come quelle che venga travolto dai difensori. Ma solo a una condizione… che prima riescano a raggiungerlo”!
La verità, come ho letto da qualche parte, è che Messi si ferma da solo. Basta che non tocchi il pallone per una decina di minuti e perde l’entusiasmo. L’atteggiamento da bambino che lo porta a divertire e divertirsi con il pallone, viene meno quando non riesce ad avere la palla tra i piedi e comincia a girovagare fuori ruolo pur di farsi servire dai compagni.
“Il giorno in cui Messi aveva il provino, arrivai in ritardo, – racconta l’osservatore spagnolo  C. Rexachper raggiungere  la panchina dovevo percorrere un tragitto di duecento metri. Prima di concluderlo, avevo visto abbastanza! Ho fatto subito firmare il padre”!
Messi la  “pulce”, Messi che era rimasto piccolo a 11 anni a causa dell’inibizione dell’ormone della crescita. E poi il trattamento medico a spese del suo nuovo Club, cure, iniezioni e i dolori e le nausee, il suo corpo che cambiava in pochi mesi, un tempo  che avrebbe dovuto essere di anni.
“Non potevo permettermi di mostrarmi sofferente– confidò- non davanti  al mio Club. A loro devo tutto”! La differenza di chi il proprio talento lo spende per realizzarsi e chi su di esso si gioca tutto è abissale!
Forse è per tutto questo che Messi sembra diverso dallo stereotipo del calciatore: non è sicuro di sè, è timido, a volte non sà come rispondere e diventa rosso.
Un umiltà che mi ricorda Zidane. L’unica volta che ho potuto incontrare il fuoriclasse francese sono rimasto sorpreso, non mi ha ascoltato distrattamente
con aria di sufficienza, mi ha guardato in faccia e, a un mio complimento ha accennato a un sorriso imbarazzato abbassando gli occhi. Mi ha ringraziato del complimento e ha continuato a firmare autografo fino all’ultimo presente.
Ho ancora davanti agli occhi la partita di un paio di giorni fà, in Champions League, Messi ha calato il suo poker, quattro gol contro l’Arsenal e il  “Nou Camp” in piedi che risuonava in un solo inno “Messi-a… Messi-a…”!
Forse verrà in Italia,  ma solo se l’urna di Champions abbinerà il Barcellona a qualche squadra italiana!
In verità spero che non ci venga mai, ne alla mia squadra (dopo due passaggi sbagliati lo manderei a zappare) ne con una squadra avversaria, comincerei a detestarlo, perchè noi siamo fatti così, malati di tifo, se perdiamo non è mai merito degli avversari, fischiamo e insultiamo anche chi ha meritato di vincere. Solo in Spagna  Alex Del Piero poteva uscire tra la standing ovation dei tifosi avversari!
L’ interista Moratti ha fatto la sua offerta per portarselo a casa…. caro Presidente, mi dia retta “Guardare Messi giocare, non ha prezzo! Per tutto il resto c’è Master Card”.
Per tutto il resto, appunto!
Perfino il Presidente Preziosi dice di aver  visionato l’allora quindicenne  Messi, non lo prese per diversi motivi ma già s’immaginava il talento. Bravo, come dire che anch’io sognavo di fare il Fisico Nucleare ma niente rimpianti, non ho finito neppure il Liceo, però l’idea c’era. Quanto al Fisico, Nucleare no, ma basso e ciondolante lo sono anch’io, solo che a Barcellona non ci abito, ci son rimasto solo tre giorni come turista!
Perdonate, ma io Messi me lo voglio gustare come il calcio fatto spettacolo, libero dal tifo, perchè la storia della “pulce” Messi è straordinaria.
La sua storia è come la leggenda del calabrone: si dice che il calabrone non potrebbe volare perchè il suo peso è sproporzionato alla portanza delle sue ali. Ma il calabrone non lo sà e vola.

Messi con quel suo metro e mezzo abbondante, con i suoi piedi piccoli e i suoi problemi di crescita non potrebbe giocare nel calcio di oggi fatto di potenza e muscoli. Solo che Messi questo non lo sà ed è per questo che è il più grande di tutti.
Oggi quando dite calcio, dite… Messi!



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6 Commenti su “Il pallonaro: ode alla “Pulce”!”

  • claudio 29 Mag, 2011, 11:22

    Manchester U.- Barcellona 1-3 😆
    … e Messi ha già prenotato il prossimo Pallone d’ Oro!
    Sacchi direbbe: “Straordineeerio!”

  • Bafan 29 Mag, 2011, 15:04

    Come non essere d’accordo con te!! :mrgreen:
    Anche se poi il Barcellona è fatto da molti campioni, tra i quali Messi! 😉

  • zorro 30 Mag, 2011, 20:36

    Hai ragione Bafan, Messi è come una ciliegina sulla torta,
    il Barca è una macchina perfetta (o quasi), tutta gente a cui hanno insegnato
    a giocare col pallone a cominciare dai difensori, da loro iniziano le azioni!
    Sai che bella differenza se a gente come Messi, Xavi e Iniesta arrivassero
    le pallonate a campanile di certi difensori nostrani a cui serve un goniometro
    solo per stoppare un pallone!
    😆

  • manolo 30 Mag, 2011, 20:46

    Spettacolare, unico rammarico aver dovuto sentire certi commenti da certi
    pseudogiornalisti della RAI (… e io pago 👿 ) che hanno messo in dubbio
    le capacità di A. Ferguson reo di aver assistito al palleggio del Barca!
    A parte che gli spagnoli i palleggi li fanno davanti all’area avversaria (se anche gli freghi la palla
    sei sempre nella tua metacampo), forse sono troppo abituati alle sparate dell’ex SpecialOne!
    😀 😀 😀

  • manolo 30 Mag, 2011, 20:50

    REAL MADRID-BARCELLONA 0-2
    Mourinho:” Una vergogna, è il potere dell’Unicef”
    😐 😐
    BARCELLONA-MANCHESTER U. 3-1
    Alex Ferguson: “In tanti anni di calcio la mia squadra non aveva mai preso una lezione di questo tipo!”
    😀 😀
    Solo questione di stile???

  • Bafan 30 Mag, 2011, 22:59

    GIA’.. con i campioni sanno quasi vincere tutti..
    MA LO STILE E’ UN’ALTRA COSA! 😉

ADESSO TOCCA A TE!

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