I ponti di Madison County – Lo abbiamo letto per voi

i-ponti-di-madison-countyNon è stato certamente amore a prima vista il nostro; anzi!

Pur avendolo in casa da circa due anni, non mi sono mai sentita attratta da lui; non mi ispirava niente, nemmeno il titolo!

So bene che non si può giudicare un libro dal titolo, ma avevo sempre a disposizione qualcosa di più interessante da leggere, o almeno era quello che credevo!

Per mesi e mesi “I ponti di Madison County” hanno tranquillamente continuato ad occupare il loro posto sullo scaffale, sino a quel giorno fatidico in cui ci siamo ritrovati soli, io e lui, faccia a faccia, e non ho potuto più dirgli di no!

La verità è che ero rimasta a corto di libri da leggere e non ho potuto far altro che riprenderlo dal polveroso angolo della mia libreria in cui lo avevo relegato, e, con mia grande sorpresa, è nato l’amore, tanto da poter affermare di non ricordare l’ultima volta che ho letto un libro cosi emozionante.

La trama, apparentemente semplice, quanto banale, racconta l’incredibile quanto improvvisa storia d’amore tra Francesca Johnson, casalinga quarantacinquenne, e Robert Kincaid, fotografo cinquantaduenne.

Robert, alla solitaria ricerca di un vecchio ponte da fotografare, si imbatte in Francesca,  alla ricerca di una settimana di pace, lontano dalla famiglia.

E’ vero fuoco quello tra di loro, ardente e vorace, nato sin da subito, sin dal loro primissimo incontro; una piccola scintilla che, già dal giorno dopo, cresce veloce, alimentata da una passione indomabile, che presto sarà fiamma, in grado di bruciare ogni singolo atomo del loro essere; una passione così intensa da poter essere spenta solo  da un rapporto amoroso.

E cosi tra loro esplode l’amore, intenso, privo di catene, e senza alcun rimorso o pensiero di tradimento, ma ahimè, al contempo stesso  irreale e senza futuro.

Come ogni fuoco che brucia troppo intensamente, anche il loro è destinato a spegnersi subito, ma non capitemi male, non è la loro passione a spegnersi, ma il senso di responsabilità che prende il sopravvento, al calare della fiamma, sull’ardore iniziale.

Dopo solo quattro giorni la loro storia è già alla parola fine; lei, non potendosi slegare dalla famiglia, torna alla sua monotona vita, lasciando andare così il vero amore.

Robert continua il suo cammino da fotografo, accettando lavori nei posti più remoti e dimenticati della terra, ma senza mai dimenticare Francesca.

Entrambi lontani, distanti chilometri, eppure ormai legati indissolubilmente per l’eternità, in grado di sentirsi, nonostante la separazione, appagati da quell’incontro e felici e fortunati di essersi potuti sfiorare, toccare, anche solo per quattro giorni:

“… Commiserarmi non mi piace. Non è nella mia natura. E in genere non me la passo poi tanto male. Al contrario, sono felice di averti almeno incontrata. Avremmo potuto sfiorarci come due frammenti di polvere cosmica, senza mai sapere nulla l’uno dell’altra. Dio o l’universo o qualunque altro nome si scelga di dare ai grandi sistemi di ordini ed equilibri, non riconosce il tempo terrestre. Per l’universo, quattro giorni non sono diversi da quattro miliardi di anni luce. Per quanto mi riguarda, cerco di tenerlo sempre a mente. …”

Solo dopo la morte del marito Francesca trova il coraggio e la forza di mettersi alla ricerca del suo amore; decide quindi di contattare Robert, scoprendo però che anche lui è deceduto.

Robert ha però lasciato qualcosa per lei, una grossa scatola colma di ricordi, sue vecchie, ma preziose camere fotografiche e un libro di fotografie, eterna e ultima memoria della loro meravigliosa quanto breve storia d’amore; ma c’è dell’altro, un ultimo desiderio!

Robert chiede che  le sue ceneri vengono sparse vicino al ponte simbolo del loro amore; quel ponte che gli ha fatti incontrare e dove hanno trascorso i più bei momenti della loro vita.

Anche Francesca ha un archivio segreto di quell’incontro, che decide di unire a tutto il resto; si tratta di alcuni diari, memoria scritta di quella fugace e intensa avventura, vero amore della sua vita.

Il suo scopo è quello di illuminare e al contempo rivelare ai suoi figli, ovviamente quando lei non ci sarà più e loro avranno ritrovato gli oggetti appartenuti a Robert, tutto di quell’amore segreto, sperando e chiedendo di non essere biasimata per il tradimento nei confronti del loro padre.

“… Pur non essendoci mai più parlati, siamo rimasti uniti per quanto è possibile esserlo a due esseri umani. Non conosco le parole per spiegarvi in modo adeguato questo legame. Lui ci riuscì meglio quando disse che avevamo smesso di essere due persone distinte per diventare una terza, creata dal nostro amore. Nessuno dei due esisteva al di fuori di questa entità. Ed essa era stata lasciata libera di vagabondare dove volesse. …”

Ed anche lei chiede, come ultimo desiderio, che le sue ceneri siano sparse vicino al ponte su cui è iniziata la storia d’amore con Robert:

“… Alla famiglia ho dato la mia vita, Robert Kincaid avrà ciò che resta di me. …”

Questo libro non ha molte pagine e si potrebbe pensare che racconti solo di una storia d’amore. Credetemi! Questa non è solo una storia d’amore, questo è la storia d’amore, improvvisa, magica ed intensa, che colpisce direttamente al cuore, lo gonfia con emozioni forti e fa vibrare tutti i sensi. Comincia come si trattasse di una storia vera, ma non lo è – ha confessato il scrittore stesso. Dal libro è stato tratto anche un il film, diretto ed interpretato da Clint Eastwood con Meryl Streep. Clint Eastwood ha dichiarato tempo fa di aver cercato di trasmettere nel film le stesse emozioni del libro; purtroppo nessun film sarà mai in grado di far rivivere le stesse magie di un buon libro. Allora, se volete qualcosa di diverso da leggere dai soliti romanzi rosa, questo è libro che fa per voi. Rimarrete incantati da piangere per l’emozione e sono sicura che non lo dimenticherete cosi velocemente. E, vi prego, non concentrate i vostri sentimenti sul del tradimento; in questa storia non è cosi importante, qui contano solo i sentimenti veri e profondi di due persone innamorate fuori del tempo.

RIGUARDO L’AUTORE

Robert James Waller

Robert James Waller è nato a Rockford (Iowa – USA) il 1 agosto del 1939; scrittore e docente statunitense, si occupa anche di musica   e fotografia. Laureatosi all’University of Northern Iowa (1962/64), ottenne un dottorato di ricerca (PhD – Doctor of Philosophy) in business presso la Kelley School of Business all’Indiana University Bloomington (1968).

Alla fine dello stesso anno iniziò ad insegnare management ed economia nell’università in cui si era laureato, e nel 1977 divenne professore ordinario. Nel 1980 divenne rettore del College of Business, rimanendovi fino al 1986. Molti dei suoi libri sono entrati nella lista dei bestseller redatta dal New York Times e fra questi il suo libro di maggior successo, “I ponti di Madison County” che fu il più venduto nel 1993. Sia quest’ultimo che “Puerto Vallarta Squeeze” (1995), sono stati utilizzati per la trasposizione cinematografica. E’ autore anche di due saggi “Just beyound the firelight” e “One good road is enough”.

(Fonte Wikipedia)



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