Houston abbiamo un problema: La NASA mette sotto inchiesta James Lovell , suo vecchio eroe

“OK, Houston, abbiamo avuto un problema qui!”; fu questa la frase, poi divenuta celebre, che spostò la missione APOLLO 13 dalla bacheca “Atterraggi sulla Luna” alla bacheca “Io speriamo che me la cavo”!

Correva l’anno 1970, quando nel mese di Aprile, la missione Apollo 13 si avviava a sbarcare, per l’ennesima volta (così dicono!) sulla Luna.

A bordo tre astronauti: Il  Comandante  James Arthur Lovell Jr., il  pilota del CSM  John L. Swigert, il pilota del LEM, Fred W. Haise Jr.

 

Tutto sembrava andare per il meglio quando, a circa 200.000 Km dalla Terra, un laconico messaggio via radio del comandante James Lovell, faceva roteare velocemente la lancetta dell’ansia da 0 a 100: “OK, Houston, abbiamo avuto un problema qui!”

Una bombola di ossigeno era esplosa, danneggiando gravemente la navicella e mettendo seriamente a rischio la missione, non tanto intesa come possibilità di raggiungere il romantico satellite terrestre, ma di salvare la vita stessa degli astronauti, costretti a razionarsi l’aria!

Si può smettere di mangiare e bere, ma non di respirare!

Velocemente da Houston elaborano una soluzione: gli astronauti useranno il modulo di atterraggio Lunare per rientrare sul pianeta Terra, ma c’è un problema; siamo nel 1970 ed i computer sono agli albori; non esistono chiavette USB, CD e DVD, ma nemmeno floppy disk e reti LAN e non c’è modo di comunicare al modulo di allunaggio la rotta di rientro se non farlo a mano.

Chi come me ha vissuto l’alba dell’informatica sa cosa vuol dire inserire a mano lunghi listati di codici!

Il comandante Lovell non si perde d’animo e penna alla mano riempie 70 pagine di un taccuino con lunghi ed elaborati calcoli,poi fortunatamente risultati corretti,  da riportare sul computer di bordo del modulo!

Se la storia vi intriga sappiate che è possibile gustarsela nella sua trasposizione cinematografica, grazie al film “APOLLO 13” (1995) dove l’attore Tom Hanks interpreta la parte del comandante Lovell.

Oggi quel taccuino, rimasto come memoria di vita al comandate Lowell è causa di dissidio tra lui e la NASA, tra il mito dello spazio  ed il suo vecchio eroe, ormai ottantenne!

Lowell tenne per se, come reliquario di un miracolo irripetibile, i preziosi manoscritti che avevano contribuito significativamente a salvare la sua vita e quella degli altri due membri dell’equipaggio.

Purtroppo la vita è imprevedibile e le fortune si alternano alle ingiustizie; circa 40 anni dopo l’evento, la cattiva sorte ha messo Lowell nelle condizioni di dovere vendere all’asta i suoi reperti per far cassa e continuare a vivere decentemente.

La casa d’aste Heritage Auctions di Dallas ha accolto le sue speranze e  le avrebbe materializzate in un gruzzoletto di  388.375 dollari se non si fosse messa di mezzo la Nasa che ritiene di essere l’unica proprietaria di quegli scritti

Alla Heritage fanno sapere che Lowell ha fornito una dichiarazione scritta in cui affermava di essere il proprietario del blocco notes, ma la Nasa non vuol sentire ragioni e la vendita è stata bloccata

“Tutti i reperti delle missioni sono di sua proprietà, a meno che gli astronauti non abbiano ricevuto autorizzazione esplicita a tenerli”, fa sapere l’agenzia aerospaziale, a cui negli anni sono spariti moltissimi reperti, molti dei quali venduti dagli stessi astronauti in virtù di un vecchio memorandum del 1972 che gli consentiva di tenere i reperti a patto di inviarne lista all’agenzia.

I tempi sono però cambiati, le cinghie sono più strette e le tasche ormai vuote per tutti..

Chi salverà oggi il soldato Lowell?

Dalla Terra alla Luna .. sono rimasti solo 70 fogli sgualciti di un vecchio blocco notes e pochi anni di vita di uno che alla fortuna deve davvero tanto ed il sogno di un epopea che non ha dato i frutti che i sognatori di allora immaginavano!

Approfondimenti:

– Apollo 13 (su Wikipedia)

– Apollo 13 (il film)

– Jim Lovell

– Approfondimenti e fonte



Riguardo l'autore dell'articolo posso dirvi che..

ha scritto 854 articoli su BAFAN.IT.

Nato uomo, visse da simpatico umorista, mori e fu sepolto e non si seppe più nulla di lui per millenni!! Accadde un giorno, in uno sperduto villaggio, che un ragazzo di cui ignoriamo il vero nome, si risvegliò da una grave malattia con una nuova coscienza di se e del mondo. Lo shock, provocato da un eccesso di bilirubina nel sangue, aveva causato in lui un amplesso cerebrale in grado di riportare in vita Bafan, il guerriero della lingua, che armato di ironia e sagacia è in grado di svelare la realtà nascosta sotto la crosta dell’apparenza! Ulteriori INFO sull'autore

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