I Graffi … lo sapevate che?

Si chiama VITA questo ingranaggio!

Archivio per la categoria ‘Ricorrenze&Festività’ .


Seleziona la pagina da visualizzare:



Fine Anno: evitate di fare buoni propositi

Scritto da Bafan The original Dicembre - 30 - 2009


Il cambio di anno è alle soglie!

Tra poche ore si butteranno calendari e altarini del 2009 e si sostituiranno, a suon di tappi di spumante, con quelli del 2010, e come è d’uopo in queste occasioni, si faranno dei buoni propositi per l’anno che verrà!

“Conquisterò il mondo, vincerò all’enalotto, cambierò casa, mi cercherò marito o un amante!!! ..”

E’ facile sentire nei giorni intorno al capodanno frasi del genere!

Oggi una ricerca condotta da un equipe di ricercatori dell’università dell’Hertfordshire, guidata da Richard Wiseman, ci svela che questa abitudine non è molto salutare!

Il problema evidenziato dalla ricerca è che spesso, almeno nel 78% dei casi, gli obbiettivi fissati non vengono raggiunti con le conseguenze del caso, ovvero un aumento della sfiducia in se stessi e perdita di interesse nell’obbiettivo prepostosi!

I buoni propositi di fine d’anno finiscono per diventare pericolosi e nocivi boomerang, che invece di spronarci a migliorare finiscono con l’avere effetti opposti!

Quali sono le cause dei fallimenti?

Anche qui il pool di ricercatori ha effettuato interessanti scoperte: spesso si finisce con il mancare l’obbiettivo , non per cause proprie, ma per l’essersi affidati ai consigli di esperti o sedicenti tali, sopratutto quelli che pongono come metodo per raggiungere un successo, il prendere a modello una persona, l’immaginare come si starebbe se si avesse successo, imporsi di resistere a ogni tentazione o affidarsi alla propria determinazione.

Come dire che, se si vuole conquistare il mondo si deve cercare di prendere ad esempio Berlusconi, se non Sarkozy; niente di più sbagliato e deleterio, stando alla ricerca!

“Se stai cercando di perdere peso, attaccare la foto di una modella al frigorifero o immaginarsi più magri non è abbastanza”, ha detto al Guardian lo studioso

Non possiamo che concordare con questi studiosi e rincarare la dose: evitate di sparare buoni propositi al’ultimo momento; sempre dallo stesso studio si evince che sono quelli che hanno maggior probabilità di fallire, perchè privi di vere motivazioni!

Per il nuovo anno in arrivo, non promettete dunque milioni di posti di lavoro, o se lo fate, non specificate se sono in più o in meno; lasciatevi sempre una via di fuga!!

Cosa potete fare perché i vostri buoni propositi si realizzino?

Non esistono ricette magiche, ma dai risultati della ricerca in oggetto si possono ricavare alcune dritte su cosa non fare e cosa fare!

Le statistiche dicono che riescono a realizzare i loro obbiettivi quelle persone che hanno ben pensato di fissare una serie di traguardi intermedi, premiandosi in qualche modo quando li hanno raggiunti

Mete brevi ed il vecchio metodo del bastone e della carota!!

Se farete cosi avrete statisticamente un 35% di possibilità di raggiungere l’obbiettivo finale

Le possibilità salgono invece al 50% se oltre a questo, avrete l’accortezza di coinvolgere gli amici , magari anche solo per confidare i vostri obbiettivi e risultati, e mentre vi concentrate sui benefici positivi del vostro cammino, stilate anche un diario del vostro cammino verso il successo!

Il capo ricercatore Wiseman ha detto che “Molte delle tecniche che hanno più successo hanno a che fare con lo sviluppo di un piano e di maniere per aiutarsi a seguirlo”

.. ma che ci riusciate o meno, prima di partire con le promesse assurde da giorno di capodanno, sappiate che il pegno da pagare per un fallimento è molto alto ed ha implicazioni di natura psicologica, che coinvolgono la propria autostima e l’autocontrollo e la capacità di imbarcarsi in futuro in simili imprese!

Non partite dunque subito alla carica, promettendo a voi stessi la conquista del mondo, spinti dall’euforia e dalle bollicine dello schampagne; cominciate semmai, dice la ricerca, con brevi passi, tipo fondare un partito, o farvi eleggere presidente del consiglio, fosse anche d’amministrazione condominiale!

Un passo alla volta.. e la prossima volta che qualcuno tira una statuetta del duomo di Milano.. magari sarò verso di voi!

BUON ANNO e buona conquista!

:wink:

Auguri da tutto lo Staff di BAFANGROUP!

Scritto da Bafan The original Dicembre - 24 - 2009


Sinceri auguri di Buon Natale e buone feste da tutto lo staff del

BAFANGROUP!


Auguri da ..

Manolo, Bafan The original , Techno,

Alky, Tina, Henry Morgan, Messapico..

Uno staff affiatato e sempre presente

sui vari canali del gruppo:

BAFAN.IT

ALKYMY: Pianeta Donna

I Graffi di.. Oltre la notizia

TECH-nology : Il mondo Hi-tech a portata di mano!

ed ovviamente vi aspettiamo in chat

per scambiarci gli auguri di persona

su

I BASSIFONDI

AUGURI..

and ..

STAY TUNED!!!

See you later!

13 Dicembre – Santa Lucia

Scritto da Bafan The original Dicembre - 13 - 2009


santa_lu_lucia

santa_lucia

SANTA LUCIA

Santa Lu, Santa Lu,

Santa Lu – Lu -Lucia,

Vieni qui

Passa di qui

Passa da casa Mia.

Sto Zitto Zitto nel mio letto

Ho un po di freddo,

ma ti aspetto!

In questa notte Buia Buia

Se penso a te non ho paura

E’ una notte di Poesia

Sta arrivando Santa Lucia!

( tratto da un compito di un alunno della 1aB della Scuola Elementare Casazza in Brescia! – Italy)

da Bafan un augurio di Buone Feste e..

che Santa Lucia doni a tutti i bimbi buoni (e lo sono tutti!!!)

un futuro ricco di dolcezza e armonia!

Riecco l’ora solare: Orologi indietro di un ora!

Scritto da Bafan The original Ottobre - 24 - 2009


ora-solare24 Ottobre 2009
Questa notte torna l’ora solare!

Nella notte tra sabato e domenica le lancette dell’orologio dovranno tornare indietro.
Esattamente alle ore 03:00 si dovranno spostare le lancetta indietro, facendo un salto indietro nel tempo e tornando alle 02:00
L’ora solare resterà in vigore fino al 28 marzo del 2010

Spariamo due numeri a caso:

L’ ora legale, che si chiama legale perché appunto imposta per legge, ha la funzione di recuperando un’ora di luce in più a fine giornata

E’ rimasta con noi sette mesi in cui, secondo calcoli effettuati dalla Terna, la società che gestisce la rete elettrica in Italia, abbiamo risparmiato (Noi risparmiato – LEI perso!!!) ben 643 milioni di chilowattora, che tradotti in soldoni equivalgono più o meno a 93 milioni di euro e, almeno per una notte l’anno, consente di dormire 60 minuti in più (senza scordarci però che quei 60 minuti li abbiamo persi al cambio di fuso orario.. tutto torna e tutto tace)

Un po di storia:

Nel 1784 l’inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblicò un’idea simile alla nostra ora legale sul quotidiano francese Journal de Paris, ma non trovo alcun seguito (mancava la necessità di risparmiare energia!)

Un secolo dopo, nel 1907, l’idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willet, e questa volta trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate

Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità

In Italia l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre

Sospesa nel 1920, tornò in auge nel 1940 e negli anni del periodo bellico, e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita

L’adozione definitiva risale al 1966, in concomitanza con la crisi energetica

Ormai quasi tutti i paesi industrializzati hanno adottato l’ora legale, secondo un criterio di fissazione delle date di inizio e fine il più possibile coincidenti, soprattutto per non complicare gli orari degli aerei

Qualche frangia di resistenza si riscontra in ASIA e Africa, ed anche il Giappone, dove le lancette non si spostano in nessun periodo dell’anno!

Grazie a TECH-NOLOGY.it per la segnalazione e l’articolo!

3&4 Giugno: il massacro compie 20 anni

Scritto da Bafan The original Giugno - 3 - 2009


Per non dimenticare

Per non dimenticare

Raramente mi è capitato di piangere davanti alla Tv, ma 20 anni fa l’ho fatto e non è passato giorno che il mio cuore abbia dimenticato!

Credevo in loro e sentivo le loro pulsioni di libertà, le avevo fatte mie!

Mettete fiori nei cannoni!

Un detto del ’68 che in Cina arrivava con un po di ritardo.. una ventina di anni, tanti quanti ci separano da quelle tragiche giornate in cui i carrarmati dimostrarono che i fiori loro li calpestano!

20 anni dal giorno in cui il potere dei potenti ha dimostrato per l’ennesima volta che ai fiori, alla NON VIOLENZA, sa rispondere solo con la morte e l’oppressione!

Piazza Tienanmen.. 3 &  4 giugno 1989

E’  la data in cui i veri eroi della democrazia cinese sono morti!

Sono morti perché chiedevano un cambiamento e lo chiedevano civilmente a mani nude!

I loro corpi contro l’acciaio dei carri!

Il loro desiderio di libertà contro il simbolo del potere..

Ha vinto l’oppressione, ma quella gente è ancora nei miei cuori!

NON E’ MORTA!

Chi crede e ama e dona la sua vita NON MUORE MAI!

Per chi ha poca memoria o non era ancora nato, ecco un rinfresco del quale ringraziamo TGCOM:

“… Il 14 aprile del 1989 oltre un milione di studenti e lavoratori si mobilitarono per dare vita alla più grande manifestazione contro il regime cinese

Il bilancio della protesta parla di sei settimane di scontri, tremila morti, migliaia di feriti e centinaia di giovani arrestati

Ma i dati non sono mai stati confermati dalle autorità

La manifestazione fu soffocata nel sangue meno di due mesi più tardi nella notte tra il 3 e il 4 giugno in Piazza Tienanmen

I carri armati entrarono nel cuore storico della capitale all’alba, seminando panico e morte.

Ecco nel dettaglio le tappe più importanti della “primavera di Pechino”

– 15 aprile: Muore l’ex capo del partito comunista e leader riformista Hu Yaobang, sospeso dalla carica nel 1987 con l’accusa di non essersi opposto abbastanza alla liberalizzazione borghese. Gli studenti gli rendono omaggio e cominciano a sfilare per Pechino fino a ritrovarsi in piazza Tiananmen. E’ così che comincia la rivolta. Ma ai giovani che chiedono a gran voce democrazia, riforme, fine del nepotismo e della corruzione, i leader cinesi Deng Xiao Ping, Li Peng e Yao Yilin rispondono rifiutando il dialogo.

-18-21 aprile: La rivolta si allarga. Cominciano ad arrivare a Pechino migliaia di universitari e lavoratori da tutto il paese. A gran voce chiedono più libertà e democrazia e la fine della dittatura.

– 22 aprile: Migliaia di studenti si riuniscono fuori del palazzo del Popolo sulla piazza di Tien an men per partecipare al servizio funebre per Hu Yaobang. Scatta l’allerta. Il governo annuncia severe ritorsioni contro i manifestanti. I giovani chiedono un incontro con Li Peng, ma il loro appello viene respinto.

– 26 aprile: Il giornale di stato “Il quotidiano del popolo” pubblica un durissimo editoriale in cui si condannano le manifestazioni degli studenti e si invoca una presa di posizione chiara contro la rivolta. A ispirare l’articolo Deng Xiaoping, allora eminenza grigia del regime. E’ come benzina su fuoco.

– 4 maggio: Decine di migliaia di studenti in almeno cinque città chiave del paese scendono in piazza. E’ la più grande manifestazione popolare in 40 anni di comunismo. L’iniziativa coincide con il 70 esimo anniversario del Movimento del 4 Maggio, un movimento culturale da sempre in prima linea per una Cina più forte. Zhao Ziyang, il capo del partito comunista, dal meeting con le banche asiatiche annuncia che la rivolta sarà sedata gradualmente.

– 13 maggio: Alla vigilia della visita in Cina del leader sovietico Mikhail Gorbachev, centinaia di studenti cominciano lo sciopero della fame a tempo indeterminato su piazza Tienanmen contro il governo che rifiuta il dialogo.

– 15 maggio: Comincia la visita di stato di Mikhail Gorbachev che arriva a Pechino per il primo summit sino-sovietico in 30 anni. Le proteste degli studenti costringono le autorità a cancellare la cerimonia di benvenuto su piazza Tienanmen.

– 19 maggio: Zhao Ziyang si reca in piazza Tienanmen e fa appello agli studenti a cercare di trovare un compromesso. Ad accompagnarlo Li Peng e Wen Jiabao, l’attuale premier cinese. Zhao è favorevole a introdurre riforme. E rivolto alla folla dice: “Noi siamo arrivati troppo tardi”. E’ una delle sue ultime azioni politiche.

– 20 maggio:
Entra in vigore la legge marziale in numerosi distretti di Pechino e l’esercito comincia a dirigersi verso il centro della citta’. Moltissimi civili tentano di bloccare l’avanzata dei carriarmati anche innalzando barricate nelle strade. I soldati hanno ordine di non aprire il fuoco.

– 24 maggio 1 giugno:
La protesta continua senza che esercito o sicurezza intervengano.

– 2 giugno:
Gli alti ranghi del partito comunista approvano il piano per porre fine in maniera definitiva e con la forza alla rivolta.

– 3 giugno:
Le truppe aprono il fuoco su Tienanmen. E’ un ammonimento. In serata migliaia di soldati convergono verso il centro di Pechino. La gente si riversa nelle strade per tentare di bloccarli. E’ l’inizio del bagno di sangue. Tantissimi i morti e i feriti.

– 4 giugno:
La città è in stato di shock. I soldati aprono di nuovo il fuoco. Hanno luogo sporadiche sparatorie durante tutto il giorno. Il governo definisce l’intervento militare una grande vittoria. Da un quotidiano di stato si fa appello all’esercito a pene severe nei confronti di chi è senza legge e pianifica rivolte. Ma una servizio radiofonico in lingua inglese in onda su radio Pechino dà notizia dell’uccisione di migliaia di civili, parlando di spaventosa violazione dei diritti umani e di barbaro eccidio. Poi una precisazione delle autorita’ che sostiene che nessuno è stato ucciso sulla piazza. Inizia cosi’ un balletto di cifre sulle vittime: per alcuni a morire furono qualche centinaia, per altri qualche migliaia.

– 5 giugno:
Ore 12 del 5 giugno 1989. Un giovane, di cui non è mai stata svelata l’identità e del quale non si è mai saputa la sorte, sotto gli occhi delle telecamere di tutto il mondo, attraversa piazza Tiananmen, sfidando la colonna di carriarmati, schierati dal regime. Fotogrammi, quelli del “ribelle sconosciuto”, come lo definì il Time, che fecero di colpo il giro del mondo, assurgendo a simbolo di libertà, a memoria di quei giorni drammatici, di quella primavera insanguinata. Immagini immortalate ancor oggi su manifesti e t-shirt e inserite da Wim Wenders anche in uno dei suoi film più famosi, “Fino alla Fine del Mondo”, del 1991.

– 9 giugno: Deng Xiaoping appare per la prima volta in pubblico dall’inizio della rivolta, lodando gli ufficiali dell’esercito per il modo in cui sono riusciti a sedare le proteste e scagliandosi contro i dimostranti che non volevano altro che rovesciare il regime comunista … ..”

(estratto da: Tienanmen: a 20 anni dal massacro – tgcom )

20 anni dopo il regime non ha ancora mollato!

La censura imperversa nel paese, ma il web, finché i potenti lo permetteranno, sarà la voce del dissenso!

Il web, che in questi anni è sotto  attacco da parte delle varie classi dirigenziali economiche e politiche, reo di non avere ad oggi un bavaglio, è la nuova frontiera, la nuova piazza TIENANMEN.. facciamo che non cada sotto i cannoni dell’ignoranza!

Per non dimenticare!

Bafan 89/09

Auguri a tutte le mamme

Scritto da Bafan The original Maggio - 9 - 2009


auguri_mamma

da Bafan un augurio di cuore a tutte le mamme del mondo, vera forza dirompente di questo pianeta!

Voi potete cambiare davvero il mondo, o lo avete già fatto.. non vi arrendete!

Ogni vostra lacrima è il sudore sulla fronte di un angelo!




The BafanGroup






FREE SITE

NO ADWARE

NO SPAM

La liberta' di parola e di opinione non ha un prezzo convertibile in denaro!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: