I Graffi … lo sapevate che?

Si chiama VITA questo ingranaggio!

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Il Buco nell’ozono non fa più paura, titola oggi il prestigioso rotocalco web TGCOM, citando un articolo apparso su Repubblica.it e comunicandoci che pare che il famoso buco si stia richiudendo!

Purtroppo dall’articolo originale, edito da Repubblica, traspare qualche preoccupazione riguardo le conseguenze di questa chiusura!!

Tra il dire e il fare sono passati ben 25 anni dalla sua scoperta sul tetto SUD del mondo (1985), ad opera  del ricercatore britannico Jonathan Shanklin

La notizia, avvalorata da altri studiosi e da innumerevoli studi, fece gridare il mondo al disastro ecologico, costringendo addirittura i grandi del mondo, cosa quanto unica che rara, a firmare un trattato mondiale per la messa a bando del CFC (clorofluorocarburi) ritenuti da qualche eminenza responsabili del disastro!

Non è passata estate da allora che non ci abbiano messi in allerta dai pericoli di esposizione ai raggi del sole NON FILTRATI dall’ozono, nonostante il buco di cui sopra fosse relativo alle zone polari e meridionali del mondo!

Non è passata estate che non ci abbaino consigliato creme protettive per proteggerci dai raggi “ultras-violenti”, causa della diminuzione dello strato di ozono!

A conferma di questo citiamo le parole di Claudio Cassardo, che insegna meteorologia, fisica del clima e dell’atmosfera all’università di Torino:

“Ricordo con all’epoca il pubblico attendeva con ansia delle risposte dai governi. Le evidenze scientifiche erano forti e chiare: c’era un legame tra l’assottigliamento dello strato di ozono e il cancro della pelle”

Per chi è a digiuno della materia ricordiamo che..:

L’ozono è una fascia dell’atmosfera posta tra i 20 e i 50 km di quota dove vengono assorbiti i raggi ultravioletti provenienti dal Sole, i quali, se arrivassero in maggiori quantità sulla superficie terrestre, sarebbero assai dannosi per l’uomo e per la vita in genere. Erano stati i CFC (clorofluorocarburi) immessi dall’uomo nell’atmosfera a provocare reazioni chimiche tra il cloro e l’ozono (che è una molecola composta da 3 atomi di ossigeno) distruggendolo. Poi con il Protocollo di Montreal, nel 1987, tali sostanze vennero messe al bando. Negli ultimi anni da più parti, nel mondo scientifico, si sostiene che tale iniziativa stia permettendo la ricostruzione dell’ozono atmosferico, tant’è che le previsioni sostengono che entro pochi decenni esso dovrebbe tornare a livelli che si registravano prima degli anni ’70.

OGGI..

Come ci comunica TGCOM, rilanciando una notizia di REPUBBLICA.it, un altro gruppo di scienziati, che ha monitorato e studiato il fenomeno, la catastrofe annunciata si risolverà infatti con un lieto fine, entro e non oltre 2080 ( pena  pagamento di una penale)

Che sia davvero merito del bando dei prodotti cfc?

Lo stesso Cassandro, attraverso “l’autorevole” TGCOM, ci avvisa che “Oggi è ancora presto per parlare di una guarigione. I gas nocivi restano infatti per parecchi anni nell’atmosfera prima di svanire. AL momento osserviamo una riduzione della velocità di assottigliamento dell’ozono. Credo che ci vorranno altri 25 anni prima che lo strato inizi a crescere di nuovo”

Per la serie .. c’è chi fa le ricerche e chi le commenta!!!

Su Repubblica.it qualcuno fa notare come non sia ancora sufficientemente chiaro il meccanismo che regola lo strato di ozono, gli effetti del cloro, o meglio dei clorofluorocarburi, su di esso, e del funzionamento globale di tutto l’ecosistema terra, che a differenza di quanto possano far credere alcuni titolati media, è autosufficiente ed esposto a fluttuazioni e variazioni che coprono intere ere geologiche, a malapena percepite dall’uomo, che suo malgrado, ha come rifermento la breve finestra temporale che la zoologia gli ha offerto, finestra temporale che qui definiremo con il termine di “VITA umana”, fatta di solo pochi anni (millisecondi sullo scacchiere geologico del pianeta), unita a qualche ricordo scritto più o meno recente, difficile da provare!

Concludendo..

Il buco nello strato di Ozono si chiude, ma non è detto che sia un bene.. leggere per credere:

Buco nell’ozono non fa più paura (TGcom)

Buco ozono si chiude? Resta ancora mistero

Himalaya: non si sciolgono i ghiacciai, le bugie si!

Scritto da Bafan The original Gennaio - 24 - 2010


La catena dell’Himalaya per ora è al sicuro!

“Sul suo scioglimento abbiamo esagerato”, ammettono gli esperti dell’ONU

Rajendra Pachauri, presidente dell’Intergoveramental Panel on Climate (IPC) che ha ottenuto il Nobel per la pace, ha chiesto ufficialmente scusa per la svista!

Purtroppo per lui l’errore non è stato corretto spontaneamente dall’ente, ma solo dopo le proteste del governo indiano, la verità è stata rivelata, con l’aggravante dell’ammissione della premeditazione nell’errare!

Non si scioglieranno dunque totalmente per il 2035, come previsto dagli “ESPERTI”, ma prima o poi si scioglieranno, rilanciano gli scienziati, beccati con le mani nella marmellata

I dati sono stati corretti, pare, per una decisione “politica”!

I ghiacciai per ora resistono, ma si sa..

quando la neve si scioglie, i “rifiuti” vengono alla luce!

L’Elisir di lunga vita Esiste!

Scritto da Bafan The original Settembre - 27 - 2009


vita_eternaEsiste l’elisir di lunga vita?

L’Elisir di lunga vita (in arabo: الإكسيرal-Iksīr) è una leggendaria pozione in grado di donare vita eterna e immortalità a chiunque lo beva la cui formula magica è andata persa!

Liberoso Guglielmi, il botanico ottantaquattrenne che ispiro’ Italo Calvino per la trama dell “Barone rampante” , dice di conoscerne il segreto!

Ne ha parlato durante un intervento al Festival della Salute che si tiene in questi giorni a  Viareggio (24/27 settembre 2009)

“Esiste una varietà incredibile di piante commestibili che non conosciamo nemmeno e che dovrebbero entrare a far parte della nostra dieta”, ha detto il botanico, aggiungendo che mangiare fiori e piante spontanee è un vero toccasana naturale per il nostro organismo

E’ questo il segreto, il vero elisir di lunga vita, nutrirsi di quello che abbiamo intorno e di cui ignoriamo oggi le vere proprietà nutrizionali e curative!

Un tesoro di informazione e conoscenza irrimediabilmente perduto!; eppure nell’antichità questo tesoro era ben noto e accuratamente tramandato!

“L’ideale sarebbe invogliare i bambini, che sono più propensi all’ascolto – ha detto Guglielmi nel corso del suo intervento – a riappropriarsi di queste informazioni

C’è un patrimonio incommensurabile racchiuso nei nostri giardini, un tesoro di cui abbiamo perso la mappa, ma che è li a portata di mano!

giardino

Non stiamo parlando di piante esotiche, misteriose, rare e irreperibili; Guglielmi ci parla di glicine e sambuco, tulipani e ortiche!

Erbe che calpestiamo ogni giorno e fiori di cui sin ora abbiamo gustato solo il profumo o ammirato la bellezza!

Dice lo studioso che ben  pochi sanno che ci sono dei fiori che oltre ad essere bellissimi, sono anche molto buoni”

Ed ecco alcune dritte gastronomiche:

sambuco

Provate ad imbottire con del formaggio morbido il tulipano o l’ibisco e vedrete che armonia di sapore!

Se amate il fritto il consiglio è di provare  piante come il glicinel’acacia, ma anche il sambuco!

Queste piante oltre che fritte sono ottime anche per fare delle splendide e gustose insalate

orticaL’ortica e’ invece consigliata per favorire la diuresi, per cui chi avesse problemi o volesse combattere la ritenzione idrica in modo naturale ed efficace è avvisato!

Sono tante le piante naturalmente disponibili nei nostri giardini, di cui non abbiamo mai valutato un uso alternativo a quello puramente decorativo

Il botanico ci lancia un altro consiglio, valido anche per chi un giardino non c’è l’ha!

A volte basta poco per mangiare naturale e per risparmiare: ad esempio si può evitare di acquistare “gli spinaci che troviamo al mercato – ha continuato Guglielmi – che costano uno o due euro al chilo, si può mettere invece una vaschetta in balcone con delle piantine, basta un piccolo vaso per contenerne una decina”spinaci

Consigli preziosi da un vero  “guru verde” di fama internazionale!

Gugliemi deve l’inizio della sua carriera di botanico, al padre di Italo Calvino, Mario,  che con il suo intervento fece ottenere al giovane Guglielmi una borsa di studio dal Ministero dell’Agricoltura

Fu in quell’occasione che Guglielmi ebbe modo di frequentare l’allora giovanissimo scrittore e di ispirare come dicevamo, la trama del famoso romanzo “Il barone rampante”

La ricetta per la vita eterna è nel nostro giardino, prenderne atto e ritornare alle nostre radici è un importante passo verso un mondo  più sano ed equilibrato, e perché no.. naturale!

Tassa Verde alle Maldive: Salverà il mondo?

Scritto da Bafan The original Settembre - 17 - 2009


maldiveLe Maldive sono uno dei mille regni fantastici che popolano i sogni dei turisti di tutto il mondo!
Un paradiso composto da 1192 isole coralline, immerso nel mare sconfinato dell’Oceano Indiano e circondato da tutto lo splendore tropicale possibile

Un paradiso che ogni anno viene frequentato da milioni di turisti, che dai 4 lati del mondo muovono verso questo arcipelago per  immergere le loro sacre membra nelle cristalline acque tropicali, circondati da pesci, sole e tuta l’accoglienza degna di un sogno

Come e più di altre realtà terrestri, le Maldive vedono la minaccia di quest’era postglaciale, arrivare dal mare!

Una minaccia frutto dell’innalzamento del livello delle acque degli oceani  come conseguenza dello scioglimento delle calotte polari e che potrebbe veder sparire questo paradiso vacanziero!

Ovviamente i pesci tropicali e le barriere coralline non corrono altro rischio che trarre benefici dall’allontanamento dell’uomo; diverso discorso per gli abitanti degli atolli!

Il presidente maldiviano Mohammed Nasheed ha quindi pensato di correre ai ripari, e cercare di salvare le isole o almeno garantire un futuro ai suoi isolani!

Ha stilato un ambizioso progetto il cui sovvenzionamento sarà a cura dei turisti, ai quali verrà imposta una “Green Tax” stimata sui 3 dollari a cranio, al giorno

Il cuore del progetto presidenziale , ora al vaglio del parlamento Maldiviano, non è di combattere i mulini a vento di un oceano imponente, ma mira  a dare ai 350.000 maldiviani una patria alternativa

La sua intenzione è infatti quella di acquistare terreni sulla terraferma dove trovare riparo nel caso il suo paradiso venga fagocitato dalle acque

Davvero lodevole e giusta l’idea di pensare al futuro del suo popolo, per non vederlo domani esule e senza patria!

Usare quello che il presente offre per costruire un domani sicuro!

Ovviamente poi , quando si parla di “nazione”, certi intenti lodevoli possono naufragare, in virtù dell’umana abitudine di legarsi ai luoghi natii!

Si sentirà Maldiviano una persona nata nella nuova patria sulla terraferma?
Non succederà che la nuova colonia sulla terra ferma, decida un domani di chiedere la separazione e l’indipendenza, come accadde ad esempio per le colonie inglesi in America?

Dietro intenti lodevoli si nasconde sempre lo zampino del diavolo, annidato nella contorta natura umana capace di trasformare il semplice in complicato ed il bello in un orrore senza fine!

La proposta del presidente non punta comunque solo all’acquisto di una “NAZIONE di SALVATAGGIO”, ma prevede di rendere le isole Maldive nella prima nazione “CARBON FREE” o se preferite “Carbon Neutral”, ovvero di ridurre o eliminare totalmente la dipendenza da fonti di energia derivanti dal carbone!

Al costo stimato di 1 miliardo e 100 milioni di dollari, sugli atolli verranno impiantati pannelli solari, turbine eoliche e impianti a biomassa per eliminare appunto l’uso di energia derivante dai  fossili

Costi esorbitanti che frenano l’ecologia non solo alle Maldive ma in tutto il globo!

Dietro il rifiuto di trovare soluzioni alternative si nasconde una crisi pecuniaria che altro non fa che ingrassare gli ingranaggi di un meccanismo che porta il pianeta verso un collasso evitabile ed inevitabile al tempo stesso!

Inquinare costa meno che non farlo..  alle Maldive ci provano!
Per risparmiare denaro lo stesso primo ministro ha dovuto rinunciare a partecipare alla conferenza sul clima di Copenaghen di dicembre e per finanziare questi ambiziosi quanto necessari progetti punta sull’unica risorsa dell’arcipelago, il turismo, da cui deriva un quarto del prodotto interno lordo (PIL)

700 mila turisti si abbronzano sulle bianche spiagge maldiviane ogni anno, per non meno di 3 giorni
Quindi tassando ogni singolo visitatore per 3 dollari al giorno, le casse dello stato vedranno una iniezione di 6 milioni e 300 mila dollari l’anno

Non saranno tutti i soldi che servono, ma è un inizio per garantire un futuro agli abitanti ed al contempo aiutare lo stesso pianeta, e lo stesso ecosistema della zona a tirare un piccolo sospiro di sollievo!

Certo un arcipelago non farà primavera, e le Maldive da sole non potranno salvar il pianeta, sopratutto se nazioni altamente inquinanti, come Cina o America, rifiutano di aderire ai vari trattati

Anche voi TURISTI dl mondo, che visitando e ammirando i vari paradisi terrestri appagate la fame di bellezza, non potete esimervi dal partecipare volentieri a progetti simili, volti alla salvaguardia di un pianeta bello, ma nelle mani sbagliate!

Green tax per tutti allora e tappiamo le ciminiere del mondo e le centrali termo inquinanti

Un alternativa c’è.. non lasciatevi ingannare!

Altrimenti?

Tutti a mollo e si salvi chi può!

Visita le Maldive grazie a BAFAN.IT:

Maldive – Galleria fotografica

Maldive – Foto dei Fondali

Maldive – Foto Panoramiche

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Fonte

Centrali energetiche casalinghe: L’idea che fa tremare i potenti

Scritto da Bafan The original Settembre - 10 - 2009


volkswagen-autopopCreare energia domestica usando il motore della golf!

L’idea a tratti bizzarra vanta però un autorevole marchio come firma, per cui è da tenere bene da conto!

Stiamo parlando della Volkswagen, (e a chi altri poteva venire in mente di usare una Golf? ) colosso europeo e mondiale nel mercato dell’auto che ha trovato un partner in Lichblick, un’azienda che produce e fornisce energia elettrica nel nordovest della Repubblica federale

L’idea è di installare nelle case degli utenti delle mini-centrali elettriche, in cantina o nello sgabuzzino, che producono l’energia per l’appartamento o la villa, e immagazzinano il resto della produzione  in un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete

Il calcolo fornito dalle aziende è che centomila mini-centrali in domicili privati, interconnesse tra loro, possono fornire la stessa produzione di energia di due reattori atomici o di due grandi centrali elettriche a carbone

Tutto questo con prezzi molto interessanti per l’utente, e con alta efficienza nel rapporto consumo-produzione di energia e un risparmio per l’ambiente e la collettività!

Ovviamente non è solo un idea, perché l’azienda e relativo partner si stanno già muovendo in questa direzione!

popup_zuhausekraftwerk

La mini-centrale ha l’aspetto di una moderna caldaia, o se vogliamo di un enorme frigorifero e trova facilmente spazio nella cantina o in qualsiasi altro posto di una casa, tranne che sotto il letto!

Dentro batte un cuore Volkswagen, composto da un motore a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore

Queste centrali domestiche marchiate Volkswagen-Lichtblick forniscono tutta l’energia necessaria al consumo domestico, e ne generano altra da redistribuire, con rapporti elevati di efficienza di produzione, superando addirittura, dicono, l’efficienza delle moderne centrali nucleari ed a carbone!
Una mini centrale sfiora un rapporto consumo produzione e produzione utilizzo del 94% contro il 40% dei catorci nucleari!

Davvero delle cifre di tutto riguardo!

Come dicevamo  si produce molta energia, più del fabbisogno casalingo;  la restante energia, viene rimessa in circolo sulla rete e immagazzinata in un accumulatore insieme a quella proveniente dalle altri centrali domestiche degli utenti, per poi essere redistribuita dalla Lichtblick ai suoi utenti normali!

Capite l’importanza ed il funzionamento del meccanismo?

Centomila utenti producono in casa, usando il gas metano energia elettrica per se stessi, ed allo stesso tempo per gli altri, senza che vi sia il bisogno di costruire altri monoliti nucleari o a carbone!

Volkswagen e Lichtblick non hanno assolutamente intenzione di fare le cose in piccolo: puntano ad installare subito centomila di queste centraline in Germania, per poi espandere il mercato verso altre utenze!

Quali sono i costi per un utente che decide di aderire?

  • L’installazione della centrale costa sui 5000€
  • Canone mensile di 20 euro
  • Costo del  consumo mensile d’energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas

Ricavi:

  • 5 euro mensili di “fitto”
  • 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell’accumulatore

Riparazioni e manutenzione gratis

Se siano interessanti o meno questi prezzi non riesco a calcolarlo, ma se il progetto prende piede ed i costi/ricavi vengono equamente ripartiti fra tutti, considerando anche che queste mini centrali inquinano meno di una vera a carbone o nucleare, non si può che aderire!

Ecologia ed Energia a prezzi equi mi portano a dire che l’idea è buona!

Resta da vedere se non ci vogliono guadagnare soltanto loro!

La centrale la paga l’utente…
Il gas lo paga l’utente..
Loro risparmiano i soldi di costruzione di nuove centrali, di produzione di energia, si vendono la nostra energia..
Insomma.. la bilancia mi pare penda dalla loro parte!

Staremo a vedere.. il 2010 è dietro l’angolo e nuove interessanti novità sono dietro l’angolo!

Stay Tuned! :ninja: :bandit:

FONTE Ufficiale ed APPROFONDIMENTI

Fonte Italiana

Laghi al polo Sud: The lost world

Scritto da Bafan The original Agosto - 29 - 2009


antartideLa notizia di oggi riguarda la nostra preistoria, un mondo perduto di milioni di anni fa!

Un satellite ha individuato diversi laghi sepolti da oltre un milione di anni!

Dove si trovano?

Sono in Antartide e ad avvistarli è stato un satellite della NASA, ICESat, (Ice, Cloud,and land Elevation Satellite)

ICESat is the benchmark Earth Observing System mission for measuring ice sheet mass balance, cloud and aerosol heights, as well as land topography and vegetation characteristics.

The ICESat mission will provide multi-year elevation data needed to determine ice sheet mass balance as well as cloud property information, especially for stratospheric clouds common over polar areas.

It will also provide topography and vegetation data around the globe, in addition to the polar-specific coverage over the Greenland and Antarctic ice sheets (dal Home page di ICESat)

icesat_view

Capito tutto?

Durante la sua normale perlustrazione, ha scoperto ben 124 laghi sotto i ghiacci del Polo Sud

Non un lago, non due laghi, ma ben 124 laghi che formano un sistema dinamico e vivo!

Sotto i ghiacci del polo si celano mondi che probabilmente sono li sotto da milioni di anni, senza nessun contatto con l’esterno!

Questi laghi sono ormai mondi a se stanti, che nel corso dei millenni hanno sviluppato ambienti del tutto indipendenti dall’esterno, luoghi da fantascienza nei quali si sono probabilmente conservate forme di vita semi-aliene, provenienti da un lontano passato

The lost world, il mondo perduto è qui vicino a noi,  sotto una coltre di ghiaccio che man mano si assottiglia!

Torneranno alla luce?

Si riunirà la vita preistorica a quella del futuro?

Quali forme di vita si sono sviluppate in quell’ambiente particolare, privo di luce solare, di aria e con temperature molto basse?

“Questa scoperta emozionante di grandi laghi e canali, con uno scambio di acqua sotto la superficie della calotta glaciale ha modificato radicalmente la nostra visione di quello che sta accadendo alla base dello strato di ghiaccio e come si muove il ghiaccio in questo ambiente”, ha detto Bindschadler, Capo scienziato del Laboratorio per Hydrospheric e Scienze della Biosfera della NASA’s Goddard Space Flight Center, Greenbelt, nel Maryland, e co-autore di uno studio correlato pubblicato il 16 febbraio della rivista Science

Il complesso di laghi e canali  sfocia nell’oceano, dove ovviamente va a influenmzare tutto il ciclo del pianeta, considerando che il 90% dei ghiacci e il 70%dell’acqua dolce del mondo si trova o proviene dall’antartide

Questo sistema laghi/canali  è in eterna mutazione, con laghi che si prosciugano e/o aumentano di dimensioni

Questo ci porta a fare un passo indietro nel considerare l’eventualità di vita preistorica evolutasi sotto la superficie dei ghiacci artici, ma la speranza è sempre l’ultima a morire, sopratutto se sostenuta da una fervente fantasia!

Come scrivono sul sito di ICESat, ad occhio la superficie dello strato di ghiaccio è molto fredda e stabile, ma la base dei ghiacciai è calda, consentendo la formazione di acqua liquida, acqua che funge da riempimento “del sistema di tubi” , ma anche come  flusso lubrificante per il ghiaccio sovrastante

I corsi d’acqua agiscono come veicolo per l’acqua, permettendogli di circolare e di influenzare il movimento del ghiaccio, un fattore che determina la crescita o il degrado dello stesso

Insomma.. c’è chi si preoccupa di come si muovono i ghiacciai al Polo Sud e chi invece di cosa ci possa essere dentro quei laghi preistorici!

The lost world .. tutto ancora da esplorare!

Qui pianeta terra.. a voi spazio.. per oggi è tutto!

icesat

La zona degli approfondimenti:

La Notizia ANSA

La Notizia Originale

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