I Graffi … lo sapevate che?

Si chiama VITA questo ingranaggio!

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Operazione Bafan.. quando la realtà supera la fantasia!!

Scritto da Bafan The original Novembre - 19 - 2011


Capita a vole, capita a tutti, di ritrovarsi a leggere il proprio nome tra le news o  in giro per il web; succede!

Si chiama OMONIMIA o meglio, “omonimia nell’onomastica” ed è un fenomeno abbastanza comune; siamo talmente tanti al mondo che il solo nome non è sufficiente ad identificarci UNIVOCAMENTE; ma cosa succede se ci si ritrova a leggere il proprio NICKNAME nei fatti di cronaca?

E’ successo anche questo, è successo a noi, o meglio a me, che di nickname un giorno ho scelto per caso Bafan, diminutivo di ben altro termine

Il nickname è o dovrebbe essere un nome di fantasia, scelto per celare in parte la propria identità nelle cose artefatte del web, spesso ispirato a personaggi o cose dell’arte, letteratura ed intrattenimento in generale e come tale va da se che altri possano pensare di usare lo stesso “diminutivo”

Bafan, nel mio caso, è solo un nickname frutto del caso e diminutivo di un vocabolo ben più lungo, molto più “italico” e che non sto qui a dirvi, che un giorno, per accedere alla web-chat di una storica emittente radiofonica, accorciai a Bafan, nomignolo che poi mi rimase appiccicato come la cicca tra i capelli

Non ci volle molto per apprendere che il termine BAFAN, che non aveva per me alcun significato preciso, ne aveva invece molti e diversi in molte e diverse lingue del mondo; decisi di non curarmi di questo, forte del fatto che essendo cittadino italiano,  i termini avevano solo un significato strettamente correlato alla propria lingua (in questo caso NESSUNO).. d’altronde non posso curarmi se il termine Pizza è per alcuni sinonimo di prelibata pietanza, per altri rappresenta l’organo sessuale maschile (alcuni dialetti), mentre per altri un nastro cinematografico etc..

Il mondo è vasto e vasti ed ampi sono i suoi idiomi e BAFAN è un vocabolo che significa molte diverse cose per molte diverse persone.. per me è solo il mio di nickname!

Succede che un giorno, navigando su Google, o come si dice “googlando” per il web, mi imbatta in un una news molto singolare: OPERAZIONE BAFAN ANTIPROSTITUZIONE

Cascasse il mondo se mi è passato mai per la testa che un giorno sarei  diventato un OPERAZIONE DI POLIZIA!!

La notizia, riportata dalla testata giornalistica digitale Romagna Noi,  e raggiungibile al seguente indirizzo ” www.romagnanoi.it/Operazione Bafan..“, parla di una retata antiprostituzione denominata appunto Bafan e che qui di seguito riportiamo in estratto:

RIMINI – La polizia municipale di Rimini, coadiuvate dai colleghi di Misano e Viareggio, hanno portato a termine l’operazione denominata Bafan, contro la prostituzione e l’immigrazione clandestina. Una persona è finita in manette e una villetta è stata posta sotto sequestro preventivo…”

Ovviamente ignoriamo il perchè della scelta di un simile nome per un operazione di polizia, l’unica cosa che ci premeva di sottolineare, fermo restando la nostra TOTALE estraneità ai fatti, luoghi e persone coinvolte nell’evento, è la sbalorditiva casualità degli eventi che ci ha portato a ritrovarci sulle prime pagine di cronaca

Quando un NICKNAME nasce baciato dal destino ..

:mrgreen: :lol:

E come direbbe qualcuno ..

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO!!!

 

Ciao campione.. ci mancherai!

Scritto da Bafan The original Ottobre - 25 - 2011


Ciao Steve e grazie di tutto… Morto il papà di Apple!

Scritto da Bafan The original Ottobre - 6 - 2011



Succede prima o poi..

.. a tutti!

Siano essi buoni o cattivi, giovani o anziani, arriva il momento dell’addio

Da oggi il mondo dell’informatica e delle tecnologie è in lutto!

Uno dei geni più rivoluzionari degli ultimi anni è venuto a mancare!

Steve Jobs

Quello di oggi è uno di quelli importanti, non tanto per quello che ha fatto, ma per quello che ha dato al mondo!

Steve Jobs era un visionario, un uomo che credeva di poter cambiare il mondo e che in qualche modo ci è riuscito!

Se oggi sto scrivendo qui è anche grazie a lui, e ve lo dice uno che di certo non si può definire uno sia un APPLE fanboy.. anzi! .. ma non è possibile ignorare quello che questo genio visionario ha saputo creare e dare al mondo; le sue creature hanno stravolto più di una volta la vita di tutti e la tecnologia mondiale

Non siamo qui per raccontarvi di lui, altri lo fanno meglio di noi ( Steve Jobs su Wikipedia )

Siamo qui solo per rendergli tutti gli onori e l’estremo saluto.

Steve è morto, ciao Steve

.. e grazie!

 

Vi lasciamo con il video messaggio rilasciato agli studenti di Stanford nel 2005:

“Restate affamati, restate folli”.

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Moderni Gladiatori: questo non è sport.. si chiama merd!

Scritto da Bafan The original Settembre - 6 - 2010


Questo non è sport e quelli non sono atleti, ma gladiatori del 2000!

Non sono in campo o su pista per motivi atletici, ma solo per il denaro, che vale più della loro vita!

Loro lo sanno e lo accettano, ma chi ancora si ritiene appartenente ad una società civile non può accettare questo connubio tra preistoria e futuro, perché altrimenti ci stiamo prendendo solo per il culo e diciamolo chiaramente che il mondo è controllato e gestito da un oligarchia di miliardari da 4 soldi, moderni Cesari o Neroni, pronti a bruciare Roma se la notte non hanno dormito!

Lo chiamano Sport eppure la gente continua a morire in pista, in campo, sugli spalti o nei parcheggi limitrofi!

Muoiono tifosi, agenti di polizia, piloti e mai nessuno che trovi il coraggio di fermare lo spettacolo!

GLADIATORI nelle mani dei magnaccia dei potenti!

L’ennesimo delitto si è consumato oggi 5 settembre 2010, quando un giovane di 19 anni è morto nell’indifferenza totale!

Credeva di fare il motociclista Shoya Tomizawa, deceduto dopo un incidente avvenuto nella gara della Moto2 del GP di San Marino

Caduto dalla moto è stato involontariamente travolto da alcuni suoi colleghi

Poli-traumatizzato è stato frettolosamente caricato su una barella, dalla quale cadeva poco dopo, senza che ne prima ne dopo si fermasse la gara per dare le giuste, anche se inutili (diranno LORO dopo ) cure!

Questo non è sport.. e non ditemi altrimenti!

Non accetto che si ragioni con il “senno di poi”.. quale operatore sanitario, davanti ad un evidente poli traumatizzato, avrebbe deciso di caricarlo su una normale barella, muovendo in primis un malato che non andava “toccato ne mosso” e che necessitava di urgenti cure da effettuare sul luogo!

Destino ha voluto, che davanti agli occhi del mondo, lo facessero pure cadere dalla barella!

Non si fermano mai.. muoia sansone o un filisteo..

Loro vanno avanti comunque!

Che sia Formula Uno, Calcio o Moto GP..

Non si fermano MAI!

Perché allora non fermarci noi?

Perché armare la mano dell’assassino?

Avete il coraggio di non andare al Colosseo a guardare i gladiatori?

Avete il coraggio di dire “NO!” e “BASTA!”  ..

.. al calcio violento che non si ferma davanti alla morte!

… alla Formula UNO delle falsità che va avanti anche davanti alla morte!

.. al finto motociclismo, incapace di soccorrere un ferito!

Siete capaci di staccare la spina e dimostrargli che volete vedere solo dello sport?

Puro spettacolo e non un finto e cruento spettacolo ?

No?

Allora che cazzo state leggendo questo articolo..

..cambiate canale

.. i vostri moderni gladiatori e mercenari sono li che vi aspettano!





Lettera di chi non ci stà!

Scritto da Manolo Aprile - 14 - 2010


BRESCIA- Una triste vicenda di rette non pagate alla mensa scolastica si conclude con un imprenditore che, prima salda i debiti  altrui restando anonimo, poi si becca gli slogan e gli insulti dei “generosi”  cittadini “italioti!

Assieme alla busta con il denaro per coprire i pagamenti delle rette, l’anonimo cittadino ha lasciato questa lettera:

“Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che:

– Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.

– So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina. Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala.
E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando nonpagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche.

Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso.
E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per  l’amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.”

Un cittadino di Adro-

No comment… posso solo stringergli la mano!

L’educazione dei perbenisti: Quando l’America perde la testa

Scritto da Bafan The original Febbraio - 20 - 2010


Quante volte da piccoli avete scritto sul banco di scuola?

Quante volte da adolescente avete scritto su un albero, panchina o porta di un bagno?

Quante volte da adulti avete lasciato un messaggio, una frase su qualsiasi posto nascosto e isolato?

In America questo è considerato grave, ma tanto grave da portare all’arresto di una bambina di 12 anni!

La sua colpa stata quella di aver scritto con un pennarello sul banco della sua classe

La sua pena è stata quella di essere arrestata è stata portata via in manette, come una criminale

I fatti sono accaduti a New York, USA, in una scuola del Queens, la Junior High School di Forest Hills, dove , una bambina di 12 anni, Alexa Gonzalez, è finita in carcere per aver scritto con un pennarello queste parole: “Voglio bene ai miei amici Abby e Faith. Lex 2/1/10”

L’insegnante di spagnolo di Alexa, mentre passava per riconsegnare i compiti agli alunni, accortasi che la bambina stava scrivendo sul banco, ha prontamente avvisato il preside ed insieme hanno chiamato la Polizia

Detto fatto: Alexa è stata ammanettata e trascinata via come un criminale davanti a tutti i suoi amici ed al resto della scuola

“Non potevo crederci, mi hanno messo le manette ai polsi”, ha detto la piccola, “Non mi meritavo questo, le scritte potevano essere facilmente cancellate”

La sua disavventura è continuata nel distretto di polizia dove Alexa ha passato tre ore, fino a quando la madre, Maraima Carncacho, 49 anni, non è venuta a riportarla a casa

Immaginate voi il trauma della madre, traumatizzata per la reazione della scuola e dei poliziotti: “Tutta questa situazione è stata come un incubo”, “Ho visto la mia bambina in lacrime, l’ho vista vomitare per la paura”

Immaginate voi il trauma della bambina e le ripercussioni sul suo sviluppo caratteriale, che la spinge ora ovviamente a non ritornare in quella scuola

Con il senno di poi i funzionari del Comune, e della Polizia ammetteranno  l’ errore: “Stiamo cercando di ricostruire i fatti”, ha detto David Cantor, portavoce del dipartimento di Istruzione di New York, “Basandoci su quello che abbiamo raccolto finora, l’arresto della bambina è stato chiaramente un errore”

Paul Browne, portavoce del dipartimento di Polizia, afferma che “Anche se ci viene richiesto di effettuare un arresto, il buon senso deve prevalere in ogni situazione, e bisogna valutare se una punizione del genere sia davvero necessaria”

Belle parole, ma inutili perchè infondo solo parole!

L’America dei poliziotti violenti non impara mai dai suoi errori!

Alexa è solo un caso tra mille, non è un eccezione ed altri alunni prima di lei sono passati sotto le forche caudine della “direttiva di tolleranza zero” introdotta dopo il massacro di Columbine

Le statistiche ci raccontano che :

Nel 2007 una bambina di 13 anni, Chelsea Fraser, era già finita in manette per aver scritto “Okay” sul banco

Nel 2008 un bambino di 5 anni è stato arrestato e mandato dallo psichiatra dopo un litigio con alcuni compagni nel giardino del suo asilo

..ma non solo New York, anche altre città hanno i nervi scoperti e se la prendono con i minori:

Chicago è stata teatro di uno tra gli episodi forse più eclatante, con ben 25 bambini di un istituto elementare arrestati per una rissa nella mensa scolastica

Il mio augurio e che il mondo ed il mio paese in testa non perdano la speranza, la pazienza e l’amore verso il loro futuro, i piccoli!

Da sempre le redini del potere sono in mano a vecchi bacucchi, più di la che di qua, a la speranza è che la vecchiaia non dimentichi che il futuro è nei piccoli che vanno educati, a volte puniti, ma l’America dei moralisti non deve passare, pronti a prendersela con un bambino di 5 anni, ma incapace ad esempio di vietare l’uso e la detenzione delle armi, con in molti paese meno PROGREDITI di loro, come in Italia!




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