Cosa (non) resterà degli anni ’80: Den Harrow

Negli anni in cui l’apparire era più importante dell’essere (non che oggi sia tanto differente), Den Harrows era uno degli indiscussi protagonisti della Dance Music italiana degli anni ’80.

 

Idolo delle ragazzine, deve parte del suo successo all’incontro nel 1983 con Enrico Ruggeri (glielo possiamo perdonare al buon Enrico) e di un noto DJ e produttore dell’epoca che lo hanno lanciato nel mondo della musica.
In breve tempo, Stefano Zandri (questo il suo vero nome), che fino ad allora alternava le passerelle di moda in cui sfilava alle palestre dove scolpiva il suo fisico, si ascoltava nelle radio e si ballava nelle discoteche.

 

Esordio con “Meet to meet” e “Taste of love”, “Future brain” e “Bad boy” a scalare le classifiche e e i successi di “Catch the fox” e “Charleston” a garantirgli la pagnotta.
A misurare il suo successo, le numerose copie di suoi cd che si possono ancora trovare nei migliori (ma non è escluso anche nei peggiori) autogrill aurostradali.

 

A differenza di tutti gli altri autori di canzonette, cui non si sapeva nemmeno l’interprete, una vera e autentica operazione di marketing (non l’unica in quegli anni) fu messa in moto per permettere al giovanotto di veder stampata la sua faccia sulle copertine dei dischi.

 

Purtroppo, come da conferma avvenuta anni dopo, la faccia era l’unica cosa che si potesse associare al disco visto che, dietro la figura di Den Harrow, si celavano le voci di ben 4 cantanti e, in nessuno dei casi era quella dell’interprete dichiarato.
A cominciare con Chuck Rolando e Silver Pozzoli nei primi anni, e continuando con Tom Hooker e Anthony James nei successivi, il mito di Den Harrow era sostenuto artisticamente da voci esterne. Questo fino ai primi anni ’90.

 

Fino ad allora Den Harrow appariva come la Madonna in centinaia di discoteche da Nord a Sud, esibendosi in miniconcerti in cui poteva fare sfoggio del suo fisico scultoreo mascherando la sua “ridotta” statura con dei bei tacchi sotto le suole degli stivaletti. L’apice delle sue performance si raggiungeva quando, con un sol gesto, riusciva a strapparsi di dosso giacca, camicia e canotta, come solo i mitici spogliarellisti “California Dream Men” avrebbero saputo replicare anni più tardi.

 

Il suo colpo d’ala si ebbe una decina di anni più tardi con 2 partecipazioni al reality “L’isola dei famosi” che ricordiamo con “compassionevole” affetto dove, una prima volta entrato con l’aria da bulletto, abbandona l’isola piangendo (per i singhiozzi
sembra non abbia usato la voce di qualcun’altro), sembra a causa della gelosia verso la sua compagna, e la seconda volta per dei problemi cardiaci.

 

Tirando le somme, nonostante alcuni episodi discussi e discutibili, e perdonando l’aria boriosa che a volte lo accompagnava, il personaggio di Den Harrow ci ha fatto scavallare il millennio scorso e non può che farci sorridere…, se non altro perchè, in questi anni di personaggi costruiti che riempiono televisioni, riviste e pagine web, nessuno di questi riuscirà come Den a resistere all’usura degli anni resistendo anche a ben 2 Reality Show.



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